giovedì 18 dicembre 2014
lunedì 15 dicembre 2014
mare d'inverno
spesso mi dimentico di abitare in una citta' sul mare. un'amica americana venuta a Tel Aviv per una conferenza sulla salute ambientale mi da' l'occasione di scendere a Jaffa. questo posto della conferenza e' a 6km da qua, mi armo di caschetto e la raggiungo nel centro Peres per la Pace, edificio nuovo tutto cemento e vetro affiacciato sulla spiaggia. pranzato con gli altri partecipanti, facciamo una passeggiata sulla spiaggia quasi deserta raccogliendo frammenti di vetro e piastrelle arrotondati, pochi avventori a godere del sole invernale nel vento.
viene il tempo di salutarla, riprendo la mia bici. decido di provare a fare quanto possibile lungo il mare e scopro cose mai viste, ormai nella luce lunga del tardo pomeriggio. passo il quartiere arabo, i magazzini abbandonati lungo il porto, qualche mostra hipster di artisti indipendenti, bimbi sulla bici elettrica che fanno su e giu' spaventando turisti sul molo, pescatori in fila spruzzi di mare in faccia, surfisti tuta lunga nera che provano a prendere le onde mentre uomini arabi con la birra in mano li guardano dall'alto. svolto a destra, salgo verso il quartiere antico ebraico tutto rifatto e ricco, da una casa gialla esce musica di pianoforte. dalla finestra di legno vedo due bambine con il tutu' seguire scomposte le indicazioni della maestra, avranno 3-4 anni. poco piu' avanti una sposa grassa, vestito tutto-fiori bianco, un mazzo di rose rosa. fanno foto finte all'ombra sulle scalinate di una casa sconosciuta, i testimoni si barcamenano a far complimenti tra cravatte ingellate e tacchi fuori-misura. salgo ancora piu' su ormai nel centro della citta', il caos degli incroci e dei semafori, sguardi di attimi da un lato all'altro fino a che diventa verde, e ancora bici elettriche sui marciapiedi, suv parcheggiati sulle strisce, ricciolini, chippa', minigonne, un collezionista di bambole sulla bici, una signora che rovista tra i cassonetti, uno che parla francese, un ragazzo coi capelli viola, macchine in coda sulla tangenziale all'ora di punta, tel aviv...
viene il tempo di salutarla, riprendo la mia bici. decido di provare a fare quanto possibile lungo il mare e scopro cose mai viste, ormai nella luce lunga del tardo pomeriggio. passo il quartiere arabo, i magazzini abbandonati lungo il porto, qualche mostra hipster di artisti indipendenti, bimbi sulla bici elettrica che fanno su e giu' spaventando turisti sul molo, pescatori in fila spruzzi di mare in faccia, surfisti tuta lunga nera che provano a prendere le onde mentre uomini arabi con la birra in mano li guardano dall'alto. svolto a destra, salgo verso il quartiere antico ebraico tutto rifatto e ricco, da una casa gialla esce musica di pianoforte. dalla finestra di legno vedo due bambine con il tutu' seguire scomposte le indicazioni della maestra, avranno 3-4 anni. poco piu' avanti una sposa grassa, vestito tutto-fiori bianco, un mazzo di rose rosa. fanno foto finte all'ombra sulle scalinate di una casa sconosciuta, i testimoni si barcamenano a far complimenti tra cravatte ingellate e tacchi fuori-misura. salgo ancora piu' su ormai nel centro della citta', il caos degli incroci e dei semafori, sguardi di attimi da un lato all'altro fino a che diventa verde, e ancora bici elettriche sui marciapiedi, suv parcheggiati sulle strisce, ricciolini, chippa', minigonne, un collezionista di bambole sulla bici, una signora che rovista tra i cassonetti, uno che parla francese, un ragazzo coi capelli viola, macchine in coda sulla tangenziale all'ora di punta, tel aviv...
giovedì 11 dicembre 2014
cose che succedono qua
ieri sera siamo stati ad un evento organizzato alla cinemateca di Tel Aviv da un'associazione di donne israeliane (tutte sulla sessantina) che si chiama 'Osservatorio check-point', un gruppo che si occupa di infomare e aiutare la situazione oltre 'confine' nei territori palestinesi. Oltre a diversi interventi e sinfonie cantate al pianoforte, c'e' stata la proiezione di un breve film ripreso in un villaggio palestinese che vive una situazione tutta particolare, a meta' tra un territorio e l'altro, che non puo' godere dei privilegi dell'uno e dell'altro.
nella platea sono presenti anche un uomo e due donne palestinesi, protagonisti del film. e' la prima volta che passano da questa parte del recinto. il presentatore ci tiene a far notare che con l'occasione li hanno portati a vedere il mare (non e' la prima volta che sento esaudire questo desiderio) e che e' stata la loro prima -e forse ultima- volta.
il contrasto con il livello di cultura, pensiero, denaro presente in sala e' disarmante.
iniziative del genere non sono poco comuni qui a Tel Aviv. fa certamente stupore vedere come vengano autorizzati eventi di questo tipo, in uno stato totalmente rivolto verso tutt'altra direzione. in Italia ad esempio non si potrebbero leggere articoli cosi' apertamente veri e contro il governo come vengono pubblicati in certi giornali israeliani. liberta' di parola, un Paese contrastato ma vivo.
intanto sui media internazionali passano immagini tipo queste:
http://www.internazionale.it/storia/ucciso-in-uno-scontro-un-ministro-palestinese (vedete il video)
e oltre al solito pensiero sulla spettacolarizzazione all'estero, che qui non e' percepita, nasce un sentimento di impotenza e necessita' di prendere una posizione, situazione obbligata in questo posto, dove nulla si puo' nascondere sotto il sole.
nella platea sono presenti anche un uomo e due donne palestinesi, protagonisti del film. e' la prima volta che passano da questa parte del recinto. il presentatore ci tiene a far notare che con l'occasione li hanno portati a vedere il mare (non e' la prima volta che sento esaudire questo desiderio) e che e' stata la loro prima -e forse ultima- volta.
il contrasto con il livello di cultura, pensiero, denaro presente in sala e' disarmante.
iniziative del genere non sono poco comuni qui a Tel Aviv. fa certamente stupore vedere come vengano autorizzati eventi di questo tipo, in uno stato totalmente rivolto verso tutt'altra direzione. in Italia ad esempio non si potrebbero leggere articoli cosi' apertamente veri e contro il governo come vengono pubblicati in certi giornali israeliani. liberta' di parola, un Paese contrastato ma vivo.
intanto sui media internazionali passano immagini tipo queste:
http://www.internazionale.it/storia/ucciso-in-uno-scontro-un-ministro-palestinese (vedete il video)
e oltre al solito pensiero sulla spettacolarizzazione all'estero, che qui non e' percepita, nasce un sentimento di impotenza e necessita' di prendere una posizione, situazione obbligata in questo posto, dove nulla si puo' nascondere sotto il sole.
mercoledì 3 dicembre 2014
ebraico/3
nello spogliatoio, finito di nuotare, mi dirigo verso la doccia. sto per entrare in una cabina quando da quella a fianco si affaccia una ragazzina russa, avra' 13 anni, mi chiede in ebraico "se ho qualcosa per i capelli'. le dico di si', ma che serve a me. "solo un po' " mi dice, porgendo la mano a mo' di coppa.
le riempo la mano e mi metto sotto la doccia.
dopo un po' mi sento in dovere di chiederle se le serve dell'altro shampo. con ebraico-sgraziato le chiedo "vuoi ancora?", "si si" mi dice tutta contenta.
ora, in ebraico GIU' e SU' si dicono in maniera molto simile (come in italiano del resto): le-mala e le-mata. mi alzo sui piedi per mettere lo shampo in alto, nello spazio aperto tra le cabine.
'le-mata!' le urlo, e vedo che sporge la mano da sotto...
le riempo la mano e mi metto sotto la doccia.
dopo un po' mi sento in dovere di chiederle se le serve dell'altro shampo. con ebraico-sgraziato le chiedo "vuoi ancora?", "si si" mi dice tutta contenta.
ora, in ebraico GIU' e SU' si dicono in maniera molto simile (come in italiano del resto): le-mala e le-mata. mi alzo sui piedi per mettere lo shampo in alto, nello spazio aperto tra le cabine.
'le-mata!' le urlo, e vedo che sporge la mano da sotto...
martedì 2 dicembre 2014
ebraico/2
al corso di ebraico c'e' un ragazzo finlandese. tutto grosso e tontolone, non mostra piu' di 24 anni. in estate veniva quasi sempre con una canottiera rossa coi bordi gialli con la scritta SPAIN. ha avuto un bimbo da poco con una ragazza israeliana.
settimana scorsa gli ho notato l'inizio di una scritta 'JESUS ...' all'altezza del petto su una maglietta blu sotto la felpa col cappuccio grigia. cosa strana in Israele...
oggi alla pausa lo intrattengo e gli chiedo cosa fosse quella scritta. il suo inglese e' molto lento, ma piu' comprensibile del suo ebraico. procediamo con calma e parliamo di religione. vengo a scoprire che in Finlandia era un pastore (e tale si ritiene tuttora) dei cristiani pentacostali, anche se in realta' dice che la maggioranza del Paese sono luterani. domanda scatta spontanea: ma tua moglie e' ebrea?? ehhh si - tentenna - e' una di quegli ebrei che credono in Gesu'. "una dei jewish for jesus" le chiedo. "non proprio -mi fa- andiamo in una chiesa che e' una specie di chiesa dove tutti credono, ebrei cristiani... noi abbiamo lo stesso modo di credere, ecco".
chiaro.
settimana scorsa gli ho notato l'inizio di una scritta 'JESUS ...' all'altezza del petto su una maglietta blu sotto la felpa col cappuccio grigia. cosa strana in Israele...
oggi alla pausa lo intrattengo e gli chiedo cosa fosse quella scritta. il suo inglese e' molto lento, ma piu' comprensibile del suo ebraico. procediamo con calma e parliamo di religione. vengo a scoprire che in Finlandia era un pastore (e tale si ritiene tuttora) dei cristiani pentacostali, anche se in realta' dice che la maggioranza del Paese sono luterani. domanda scatta spontanea: ma tua moglie e' ebrea?? ehhh si - tentenna - e' una di quegli ebrei che credono in Gesu'. "una dei jewish for jesus" le chiedo. "non proprio -mi fa- andiamo in una chiesa che e' una specie di chiesa dove tutti credono, ebrei cristiani... noi abbiamo lo stesso modo di credere, ecco".
chiaro.
venerdì 28 novembre 2014
Ebraicitudine
Koev li gav - "Fa male mi schiena". L'ebraico ha una sintassi talmente semplice che, mi dico, e' quasi una lingua primitiva.
Al corso di ebraico con me ci sono diversi francesi, tutti ricchissimi. Pare che negli ultimi anni la popolazione francese sia la maggiore componente di migrazione in Israele, a causa dell'antisemitismo crescente nella nazione.
C'e' anche una ragazza cinese, sposata una settimana fa con un (altro ricco) israeliano. Mi mostra le foto a lezione: una festa tipo Hollywood in un hotel di lusso fronte-mare a Tel Aviv. Siccome lei non e' ebrea, non possono veramente celebrare un matrimonio ebraico. Allora hanno invitato ('affittato' ha detto lei) un personaggio famoso della TV per celebrare il matrimonio.
Sostanzialmente non e' un vero matrimonio, che non sarebbe riconosciuto dalla corte rabbinica, ma l'alternativa in Israele per una coppia mista, o per una coppia che non creda nel matrimonio religioso, e' sposarsi all'estero, di solito a Cipro o in Bulgaria, tanto che ci sono delle agenzie preposte per organizzare il tutto: la cerimonia, le autorita', hotel, etc ...
La questione dell'essere ebreo qui non e' roba da nulla. Ho provato a spiegarlo a mio papa', incredulo, l'ultima volta. Ad esempio io e Yoav non avremo mai figli ebrei, in quanto la madre e' non ebrea. Il fatto che il padre sia ebreo non fa differenza, se vogliono essere ebrei dovranno seguire un percorso di conversione tanto quanto uno qualsiasi di un'altra religione. Che significa un percorso di qualche anno (di solito 3) di conoscenza della Bibbia e dei costumi, con visite a casa di rabbini a verificare che la tua cucina e' tenuta in maniera kosher.
Esistono anche conversioni 'all'acqua di rose', come mi racconta Jacques, il francese-marocchino fu-dottore che vive qui con la moglie tedesca da quando sono in pensione. Ancora appena sposati, civilmente, anni fa in Francia, sono stati a visitare la sorella negli Stati Uniti, che gli ha detto "ma perche' non la convertiamo tua moglie?" e cosi' in quattro e quattr-otto moglie portata in sinagoga, due parole del rabbino e voila convertita.
Jacques infatti insiste che noi giovani donne nella mia situazione ci convertiamo, cosi' tutto sarebbe piu' facile qui, con permessi e tutto. Ma: uno- quel tipo di 'conversione' qui non e considerata valida dal rabbinato, due- di religione me ne basta una sola, e' gia abbastanza, gli dico.
In ogni caso, son gia' qua che mi immagino come dovremmo raccontarlo ai miei suoceri quando aspetteremo un figlio: "pronti ad avere il vostro primo nipotino non-ebreo??". Accidenti.... pero' la regola non l'ho mica fatta io. Loro la creano e pure se ne devono risentire.
Al corso di ebraico con me ci sono diversi francesi, tutti ricchissimi. Pare che negli ultimi anni la popolazione francese sia la maggiore componente di migrazione in Israele, a causa dell'antisemitismo crescente nella nazione.
C'e' anche una ragazza cinese, sposata una settimana fa con un (altro ricco) israeliano. Mi mostra le foto a lezione: una festa tipo Hollywood in un hotel di lusso fronte-mare a Tel Aviv. Siccome lei non e' ebrea, non possono veramente celebrare un matrimonio ebraico. Allora hanno invitato ('affittato' ha detto lei) un personaggio famoso della TV per celebrare il matrimonio.
Sostanzialmente non e' un vero matrimonio, che non sarebbe riconosciuto dalla corte rabbinica, ma l'alternativa in Israele per una coppia mista, o per una coppia che non creda nel matrimonio religioso, e' sposarsi all'estero, di solito a Cipro o in Bulgaria, tanto che ci sono delle agenzie preposte per organizzare il tutto: la cerimonia, le autorita', hotel, etc ...
La questione dell'essere ebreo qui non e' roba da nulla. Ho provato a spiegarlo a mio papa', incredulo, l'ultima volta. Ad esempio io e Yoav non avremo mai figli ebrei, in quanto la madre e' non ebrea. Il fatto che il padre sia ebreo non fa differenza, se vogliono essere ebrei dovranno seguire un percorso di conversione tanto quanto uno qualsiasi di un'altra religione. Che significa un percorso di qualche anno (di solito 3) di conoscenza della Bibbia e dei costumi, con visite a casa di rabbini a verificare che la tua cucina e' tenuta in maniera kosher.
Esistono anche conversioni 'all'acqua di rose', come mi racconta Jacques, il francese-marocchino fu-dottore che vive qui con la moglie tedesca da quando sono in pensione. Ancora appena sposati, civilmente, anni fa in Francia, sono stati a visitare la sorella negli Stati Uniti, che gli ha detto "ma perche' non la convertiamo tua moglie?" e cosi' in quattro e quattr-otto moglie portata in sinagoga, due parole del rabbino e voila convertita.
Jacques infatti insiste che noi giovani donne nella mia situazione ci convertiamo, cosi' tutto sarebbe piu' facile qui, con permessi e tutto. Ma: uno- quel tipo di 'conversione' qui non e considerata valida dal rabbinato, due- di religione me ne basta una sola, e' gia abbastanza, gli dico.
In ogni caso, son gia' qua che mi immagino come dovremmo raccontarlo ai miei suoceri quando aspetteremo un figlio: "pronti ad avere il vostro primo nipotino non-ebreo??". Accidenti.... pero' la regola non l'ho mica fatta io. Loro la creano e pure se ne devono risentire.
lunedì 10 novembre 2014
fatti non foste
scrivo dal treno per Beersheva (con la connessione internet gratuita).
davanti alla stazione dalla quale sono partita, a Tel Aviv, oggi pomeriggio hanno accoltellato un soldato di 20 anni, uno dei tanti che trovi in giro, mentre si spostano da casa alla base o chessia. quando l'hanno trovato disteso per strada quelli della Megen David (la 'stella rossa di Davide', l'analogo israeliano della croce rossa, come la 'Mezzaluna rossa' dei Paesi arabi) non respirava e non aveva polso, ma l'hanno recuperato ed ora e' in ospedale, vivo.
nel frattempo qualcuno ha rincorso e poi preso il palestinese di Nablus (non si sa come possa essere arrivato fino a qua) che sembra il responsabile dell'attacco.
davanti alla stazione, stasera, c'erano dei dimostranti di destra che inneggiavano ad un politico scomparso anni fa che augurava l'eliminazione di tutti gli arabi dalla Palestina (cosi' mi ha detto Yoav). mi hanno ricordato una scritta leghista che ho visto su un cavalcavia in Veneto, inneggiante al ritorno di Nerone.
ai binari stavano un paio di soldati, al solito, uno stava seduto leggendo il giornale, un altro portava la bici pieghevole in treno, cuffie dell'ipod nelle orecchie. tranquilli come niente fosse.
c'e' un'abitudine alla temporaneita' in questo Paese che spaventa.
in treno sento parlare in arabo. alla prima fermata mi si siede davanti un soldato, con tanto di mitra, kippah e le fettuccine appese alla cintura (un religioso). io non capisco...
davanti alla stazione dalla quale sono partita, a Tel Aviv, oggi pomeriggio hanno accoltellato un soldato di 20 anni, uno dei tanti che trovi in giro, mentre si spostano da casa alla base o chessia. quando l'hanno trovato disteso per strada quelli della Megen David (la 'stella rossa di Davide', l'analogo israeliano della croce rossa, come la 'Mezzaluna rossa' dei Paesi arabi) non respirava e non aveva polso, ma l'hanno recuperato ed ora e' in ospedale, vivo.
nel frattempo qualcuno ha rincorso e poi preso il palestinese di Nablus (non si sa come possa essere arrivato fino a qua) che sembra il responsabile dell'attacco.
davanti alla stazione, stasera, c'erano dei dimostranti di destra che inneggiavano ad un politico scomparso anni fa che augurava l'eliminazione di tutti gli arabi dalla Palestina (cosi' mi ha detto Yoav). mi hanno ricordato una scritta leghista che ho visto su un cavalcavia in Veneto, inneggiante al ritorno di Nerone.
ai binari stavano un paio di soldati, al solito, uno stava seduto leggendo il giornale, un altro portava la bici pieghevole in treno, cuffie dell'ipod nelle orecchie. tranquilli come niente fosse.
c'e' un'abitudine alla temporaneita' in questo Paese che spaventa.
in treno sento parlare in arabo. alla prima fermata mi si siede davanti un soldato, con tanto di mitra, kippah e le fettuccine appese alla cintura (un religioso). io non capisco...
mercoledì 5 novembre 2014
venerdì 31 ottobre 2014
epicentro gerusalemme
condivido un breve articolo che fa la somma degli ultimi avvenimenti recenti insieme ad alcune considerazioni, non stupide.
http://www.internazionale.it/opinione/francesca-sibani/2014/10/30/epicentro-gerusalemme
http://www.internazionale.it/opinione/francesca-sibani/2014/10/30/epicentro-gerusalemme
venerdì 10 ottobre 2014
campanòn
Talvolta mi pare di sentire, in questa terra di muezzin e corni di caprone suonati per segnalare momenti liturgici specifici, mi pare di sentire il suono di campane da lontano. Ma so che non e' possibile, e sale la mancanza per quel suono cosi' frequente e chiaro dalle nostre parti.
Le feste ebraiche collegate all'inizio del nuovo anno (5775 quest'anno) non sono ancora finite. Ora siamo nel mezzo di sukkot, la festa delle capanne, che sono spuntate come funghi un po' dappertutto in giro per la citta'. Ci si mangia e volendo anche ci si dorme, ma sempre che ci si possa vedere le stelle da dentro, attraverso il tetto di foglie di palma!
Le feste ebraiche collegate all'inizio del nuovo anno (5775 quest'anno) non sono ancora finite. Ora siamo nel mezzo di sukkot, la festa delle capanne, che sono spuntate come funghi un po' dappertutto in giro per la citta'. Ci si mangia e volendo anche ci si dorme, ma sempre che ci si possa vedere le stelle da dentro, attraverso il tetto di foglie di palma!
sabato 4 ottobre 2014
yom kippur
ci prepariamo al giorno dell'espiazione, con le sue 25 ore di digiuno totale, cucinando tutta la mattina precedente.
la sera prima delle cinque consumiamo il nostro ultimo pasto e andiamo alla sinagoga che ci ha indicato un'amica italiana, dove si segue il rito sefardita tripolino [ulteriori approfondimenti sono richiesti per capire il significato di questo accostamento di parole]. ascolto per un'ora queste litanie cantate alla maniera araba senza capire bene cosa sto leggendo, solo seguendo col dito le lettere ebraiche sul testo, a disposizione per tutti in entrata (alla sera avremo letto piu' di un centinaio di pagine, per darvi l'idea).
il giorno seguente le strade di Tel Aviv sono vuote:
si dice che alcuni ne approfittino per fare in bici l'autostrada Gerusalemme - Tel Aviv...!
aspettiamo il pomeriggio per andare in sinagoga. questa volta si tratta di una comunita' locale, non abbiamo forze per spostarci al di la' del quartiere. Yoav segue la liturgia con gli uomini al piano terra, tutti coperti con il telo bianco, quello con le strisce ai bordi, e vestiti a festa con le scarpe da ginnastica (non si possono indossare capi di pelle oggi). Io mi aggiungo alle donne al piano di sopra, passando disgustata per una sporcizia che non mi aspetterei affatto in un luogo sacro.
finalmente, dopo un rimprovero di un paio di signore per il fatto di tenere alte le gambe (si vede sotto?) e penso 5 rosari (perso il conto diverse volte) recitati tra me e me osservando i gesti teatralmente esagerati dell'uomo che cantava di sotto, dopo una serie di scambi di sguardi con Yoav tra le grate per capire che ora fosse, finalmente arriva il suono dello shofar, il corno, e corriamo a casa a mangiare.
amen
la sera prima delle cinque consumiamo il nostro ultimo pasto e andiamo alla sinagoga che ci ha indicato un'amica italiana, dove si segue il rito sefardita tripolino [ulteriori approfondimenti sono richiesti per capire il significato di questo accostamento di parole]. ascolto per un'ora queste litanie cantate alla maniera araba senza capire bene cosa sto leggendo, solo seguendo col dito le lettere ebraiche sul testo, a disposizione per tutti in entrata (alla sera avremo letto piu' di un centinaio di pagine, per darvi l'idea).
il giorno seguente le strade di Tel Aviv sono vuote:
si dice che alcuni ne approfittino per fare in bici l'autostrada Gerusalemme - Tel Aviv...!
aspettiamo il pomeriggio per andare in sinagoga. questa volta si tratta di una comunita' locale, non abbiamo forze per spostarci al di la' del quartiere. Yoav segue la liturgia con gli uomini al piano terra, tutti coperti con il telo bianco, quello con le strisce ai bordi, e vestiti a festa con le scarpe da ginnastica (non si possono indossare capi di pelle oggi). Io mi aggiungo alle donne al piano di sopra, passando disgustata per una sporcizia che non mi aspetterei affatto in un luogo sacro.
finalmente, dopo un rimprovero di un paio di signore per il fatto di tenere alte le gambe (si vede sotto?) e penso 5 rosari (perso il conto diverse volte) recitati tra me e me osservando i gesti teatralmente esagerati dell'uomo che cantava di sotto, dopo una serie di scambi di sguardi con Yoav tra le grate per capire che ora fosse, finalmente arriva il suono dello shofar, il corno, e corriamo a casa a mangiare.
amen
giovedì 25 settembre 2014
Problema
Il marito di Anna parte da Tel Aviv alle ore 12.50 locali, con un volo diretto a Milano. Nello stesso tempo, la sorella di Anna parte da Roma con un volo diretto a Tel Aviv con arrivo previsto alle 13.50 locali. Tra i due stati esiste una differenza di fuso orario di 1 ora, e Israele si trova a Est rispetto all'Italia.
Tenendo conto che il tempo di percorrenza e' di 3 ore e mezza e assumendo che sia lo stesso in entrambe le direzioni, dopo quanto tempo i due aerei si incontreranno in volo?
Tenendo conto che il tempo di percorrenza e' di 3 ore e mezza e assumendo che sia lo stesso in entrambe le direzioni, dopo quanto tempo i due aerei si incontreranno in volo?
giovedì 11 settembre 2014
katastròfa
sì katastròfa detto come cata + strofa, come la strofa delle canzoni, non come catàstrofe come diciamo in italiano. mi ha sempre fatto ridere quando lo sentivo in Polonia, e ieri l'ho sentito di nuovo in spogliatoio, in piscina, due signore russe che entravano raccontandosi cose ridendo.
e sapevo che sarebbe successo qualcosa, me lo sentivo... stamattina sveglia presto, devo prendere un treno per andare al sud. accendo la luce in camera e AAAAAAAGH uno scarafaggio bello vivo che cammina sul mobile delle mutande, un mobile basso sotto al quale delle volte ne ho trovati di morti, di scarafaggi. finchè li trovi la mattina morti, guardando sotto il letto o sotto il divano, ci può anche stare, ma quando li vedi scorazzare tranquillamente tra i vestiti appesi... katastrofa!
e comincia una lotta serrata tra io che corro urlando come un'isterica per le stanze della casa scappando dall'essere miserabondo che inevitabilmente vola o corre verso sono io, con yoav che tenta di tirargli addosso una ciabatta per fermarlo inutilmente. fino alla resa dei conti.
e pensa i vicini che bella sveglia alle 6 della mattina...
e sapevo che sarebbe successo qualcosa, me lo sentivo... stamattina sveglia presto, devo prendere un treno per andare al sud. accendo la luce in camera e AAAAAAAGH uno scarafaggio bello vivo che cammina sul mobile delle mutande, un mobile basso sotto al quale delle volte ne ho trovati di morti, di scarafaggi. finchè li trovi la mattina morti, guardando sotto il letto o sotto il divano, ci può anche stare, ma quando li vedi scorazzare tranquillamente tra i vestiti appesi... katastrofa!
e comincia una lotta serrata tra io che corro urlando come un'isterica per le stanze della casa scappando dall'essere miserabondo che inevitabilmente vola o corre verso sono io, con yoav che tenta di tirargli addosso una ciabatta per fermarlo inutilmente. fino alla resa dei conti.
e pensa i vicini che bella sveglia alle 6 della mattina...
domenica 7 settembre 2014
osservando gli osservatori
il weekend siamo saliti verso il nord, siamo passati per il mar morto, e seguendo il Giordano siamo arrivato da da quegli amici che abitano tra Nazareth e il Lago di Tiberiade, ma non mettero' le foto visto che mia sorella ci viene tra poco e non voglio rovinarle la sorpresa.
il giorno dopo andiamo a visitare le montagne del Golan, voglio vedere il confine con la Siria, con il Libano, tutto! Yoav mi porta sulla cima di una montagna che e' famosa perche' da li' si vede la distesa della Siria di fronte con il monte Hermon che fa da cornice da un lato, area strategica e contesa dalle evarie nazioni che si affacciano sul confine. Ma chi lo sapeva che da li' si sarebbero viste le colonne di fumo e udito il rimbombo dei bombardamenti dall'altra parte...
sulla cima c'era poi un bunker abbandonato da non so che che guerra, ancora percorribile, e dal binocolo installato li' per i turisti c'erano insediate delle guardie ONU che osservavano i movimenti di sotto. Cosa ci facessero con sti strumenti da turisti non e' chiaro, ma fatto sta che ne potevano venir fuori delle foto molto suggestive...
il giorno dopo andiamo a visitare le montagne del Golan, voglio vedere il confine con la Siria, con il Libano, tutto! Yoav mi porta sulla cima di una montagna che e' famosa perche' da li' si vede la distesa della Siria di fronte con il monte Hermon che fa da cornice da un lato, area strategica e contesa dalle evarie nazioni che si affacciano sul confine. Ma chi lo sapeva che da li' si sarebbero viste le colonne di fumo e udito il rimbombo dei bombardamenti dall'altra parte...
sulla cima c'era poi un bunker abbandonato da non so che che guerra, ancora percorribile, e dal binocolo installato li' per i turisti c'erano insediate delle guardie ONU che osservavano i movimenti di sotto. Cosa ci facessero con sti strumenti da turisti non e' chiaro, ma fatto sta che ne potevano venir fuori delle foto molto suggestive...
martedì 2 settembre 2014
andando al mercato alla mattina presto presto
faccio una serie di osservazioni su Israele che mi dovranno diventare abituali:
- non uscire mai senza occhiali da sole
- nonostante il Paese paia tanto occidentale e a volte Americano, e' pur sempre un Paese mediorientale (guai se mi sentono a dire quello che sto per dire) e praticamente arabo. un po' alla Napoli insomma. per cui non ti stupire se un signore sentendoti parlare con Yoav mentre scegli i pomodori ti viene vicino e dice "QuantI costano ora i pomodori in Italia?", vuole solo fare conoscenza, non vuole invadere
- non ti stupire nemmeno degli scarafaggi sul marciapiede in pieno giorno, nei pressi del mercato, e della vecchina che trasporta nella sua bici a tre-ruote in mezzo al traffico dei bancali sul portapacchi
- il giardino, anche se e' verde in aprile, sara' irrimediabilmente secco a fine agosto
- avraham il vecchio panettiere yemenita meglio tenerselo amico, cosi' ti regala un'altro di quei taralli dolci gialli
- non uscire mai senza occhiali da sole
- nonostante il Paese paia tanto occidentale e a volte Americano, e' pur sempre un Paese mediorientale (guai se mi sentono a dire quello che sto per dire) e praticamente arabo. un po' alla Napoli insomma. per cui non ti stupire se un signore sentendoti parlare con Yoav mentre scegli i pomodori ti viene vicino e dice "QuantI costano ora i pomodori in Italia?", vuole solo fare conoscenza, non vuole invadere
- non ti stupire nemmeno degli scarafaggi sul marciapiede in pieno giorno, nei pressi del mercato, e della vecchina che trasporta nella sua bici a tre-ruote in mezzo al traffico dei bancali sul portapacchi
- il giardino, anche se e' verde in aprile, sara' irrimediabilmente secco a fine agosto
- avraham il vecchio panettiere yemenita meglio tenerselo amico, cosi' ti regala un'altro di quei taralli dolci gialli
giovedì 10 luglio 2014
ritard-italia
mi son dimenticata dei famosi 15 minuti che poi diventano 30 ed effettivi 40 annunciati sul tabellone delle partenze dei treni.
almeno qui non ti controllano i bagagli con lo scanner quando entri in stazione, almeno...
almeno qui non ti controllano i bagagli con lo scanner quando entri in stazione, almeno...
mercoledì 9 luglio 2014
martedì 8 luglio 2014
sirene suonano in centro Israele
vale a dire Tel Aviv e Gerusalemme, anche.
tre razzi interecettati dal sistema di difesa, verso Tel Aviv.
per assurdo i miei suoceri, che abitano in mezzo ai Palestinesi, sono quelli meno a rischio, visto che li' i razzi non arrivano...
tre razzi interecettati dal sistema di difesa, verso Tel Aviv.
per assurdo i miei suoceri, che abitano in mezzo ai Palestinesi, sono quelli meno a rischio, visto che li' i razzi non arrivano...
lunedì 7 luglio 2014
lettera dall'universita' di Beersheva
http://mass.bgu.ac.il/npdf.php?fn=0-bdd4c22a9ca2d1b359077.pdf
intanto a Tel Aviv e' in corso una conferenza sulla pace organizzata da Haaretz (giornale israeliano di sinistra) ormai da mesi, e che avviene proprio in questi giorni:
http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/israel-peace-conference/1.603480
la mia amica a Gerusalemme mi dice che, fin tanto che non comincia l'intifada, le cose li' continuano come al solito, solo che da fuori fanno sempre piu' paura. dice che sono episodi a breve-termine, e che quando Hamas avra' finito i razzi da sparare, da Gaza, poi accetteranno un cessate-il-fuoco. accade ciclicamente.
e per quando riguarda episodi di odio e razzismo, ci sono sempre stati, anche se non cosi' pronunciati.
un'altra amica che studiava con me nel deserto mi ha scritto che ci sono stati episodi di odio all'universita' a Beersheva.
forse questo e' un po' diverso dal solito.
intanto a Tel Aviv e' in corso una conferenza sulla pace organizzata da Haaretz (giornale israeliano di sinistra) ormai da mesi, e che avviene proprio in questi giorni:
http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/israel-peace-conference/1.603480
la mia amica a Gerusalemme mi dice che, fin tanto che non comincia l'intifada, le cose li' continuano come al solito, solo che da fuori fanno sempre piu' paura. dice che sono episodi a breve-termine, e che quando Hamas avra' finito i razzi da sparare, da Gaza, poi accetteranno un cessate-il-fuoco. accade ciclicamente.
e per quando riguarda episodi di odio e razzismo, ci sono sempre stati, anche se non cosi' pronunciati.
un'altra amica che studiava con me nel deserto mi ha scritto che ci sono stati episodi di odio all'universita' a Beersheva.
forse questo e' un po' diverso dal solito.
sabato 5 luglio 2014
venerdì 4 luglio 2014
Dear Passenger,
arrivata a casa, aprendo la borsa mi trovo il biglietto dell'ispezione bagagli che hanno fatto all'aeroporto.
si scusano se ho trovato le cose messe un po' diversamente ma una persona specializzata della sicurezza si e' curata di controllare il mio bagaglio di stiva in mia assenza e hanno prestato massima attenzione alla disposizione gia' esistente.
non ho capito:
se c'era qualcosa che non gli andava bene, il mio bagaglio non arrivava??
vogliono anche far notare che tutta la procedura e' documentata e monitorata elettronicamente.
ma che Paese e' che fruga nei tuoi oggetti personali senza nemmeno avvisarti prima?
e questo sarebbe il 'miglioramento' di cui parlavano, che toglie quelle lunghe code per ispezionare gli oggetti 'pericolosi' che ti porti in viaggio?
si scusano se ho trovato le cose messe un po' diversamente ma una persona specializzata della sicurezza si e' curata di controllare il mio bagaglio di stiva in mia assenza e hanno prestato massima attenzione alla disposizione gia' esistente.
non ho capito:
se c'era qualcosa che non gli andava bene, il mio bagaglio non arrivava??
vogliono anche far notare che tutta la procedura e' documentata e monitorata elettronicamente.
ma che Paese e' che fruga nei tuoi oggetti personali senza nemmeno avvisarti prima?
e questo sarebbe il 'miglioramento' di cui parlavano, che toglie quelle lunghe code per ispezionare gli oggetti 'pericolosi' che ti porti in viaggio?
martedì 1 luglio 2014
ditemi voi
hanno ritrovatio ieri i corpi dei tre ragazzi israeliani scomparsi da ormai venti giorni in Cisgiordania. lo avete sentito anche in Italia, ho letto le notizie sui quotidiani italiani. vedere come ne parlano dall'estero mi fa ponderare altre notizie che leggo sui giornali, sull'Iraq ad esempio. parlano solo dell'evento grosso che accade, raccogliendo dichiarazioni casuali, esprimendo giudizi che non centrano con quel che accade veramente tutti i giorni, senza tener conto di una visione completa della cosa.
intanto, da parte mia, una riflessione triviale sul valore della vita umana: sono morti 3 ragazzi israeliani, vero.
nel corso delle operazioni di ricerca sono morti 5 palestinesi, nella mattina di oggi la striscia di Gaza e' stata attaccata in 34 bersagli sensibili, diversi altri negli scorsi giorni, nella notte e' morto un 16enne palestinese a Jenin durante delle proteste, hanno fatto esplodere la casa del presunto ritenuto colpevole a Hebron, feriti. se per i nazisti era 1 a 10, qual e' il valore che Israele e' disposto a contraccambiare per uno dei suoi concittadini??
intanto, da parte mia, una riflessione triviale sul valore della vita umana: sono morti 3 ragazzi israeliani, vero.
nel corso delle operazioni di ricerca sono morti 5 palestinesi, nella mattina di oggi la striscia di Gaza e' stata attaccata in 34 bersagli sensibili, diversi altri negli scorsi giorni, nella notte e' morto un 16enne palestinese a Jenin durante delle proteste, hanno fatto esplodere la casa del presunto ritenuto colpevole a Hebron, feriti. se per i nazisti era 1 a 10, qual e' il valore che Israele e' disposto a contraccambiare per uno dei suoi concittadini??
lunedì 16 giugno 2014
....
cosi' stasera, tornando dalla partita del mondiale guardata di fronte a una birra con gli altri studenti del campus, la mia mente non puo' fare a meno di tornare ai fatti degli ultimi giorni.
da giovedi' sono scomparsi tre ragazzi israeliani (16-19 anni), frequentavano una scuola religiosa nei territori palestinesi, non lontano da dove abitano i miei suoceri. facevano autostop, come tutti i weekend probabilmente, per tornare a casa. pratica comune anche se non auspicabile, in queste aree, per un ragazzino con la kippa' in testa in bella vista.
in risposta l'esercito israeliano sta setacciando a tappeto Hebron e alcuni paesi nelle vicinanze, razzi da Gaza, incursioni aeree israeliane sulla striscia, proteste palestinesi, etc etc botta e risposta che puo' portare a un escalation tristemente comune per chi abita qua.
io nello stesso giorno stavo tornando dalla Giordania, al solito perquisita all'entrata dal personale della sicurezza israeliana, e il divario tra i due controlli alla frontiera e' cosi' grande da diventare ridicolo, se ci si vuol ridere sopra. da una parte continuano a chiedermi come io legga SAN-DO-NA-DI-PI-A? e dall'altra ti chiedono 'where do you come from?' piu' per passatempo che per dovizia, nel caldo tedioso pomeriggio della baia del Mar Rosso.
Giordania e' stata cosi', molto simile all'Egitto per me, con pregi e difetti. ora ho un sacco di materiale su cui lavorare, e giorni contati per elaborare strategie e tempistiche, prima del mio ritorno. inshallah
da giovedi' sono scomparsi tre ragazzi israeliani (16-19 anni), frequentavano una scuola religiosa nei territori palestinesi, non lontano da dove abitano i miei suoceri. facevano autostop, come tutti i weekend probabilmente, per tornare a casa. pratica comune anche se non auspicabile, in queste aree, per un ragazzino con la kippa' in testa in bella vista.
in risposta l'esercito israeliano sta setacciando a tappeto Hebron e alcuni paesi nelle vicinanze, razzi da Gaza, incursioni aeree israeliane sulla striscia, proteste palestinesi, etc etc botta e risposta che puo' portare a un escalation tristemente comune per chi abita qua.
io nello stesso giorno stavo tornando dalla Giordania, al solito perquisita all'entrata dal personale della sicurezza israeliana, e il divario tra i due controlli alla frontiera e' cosi' grande da diventare ridicolo, se ci si vuol ridere sopra. da una parte continuano a chiedermi come io legga SAN-DO-NA-DI-PI-A? e dall'altra ti chiedono 'where do you come from?' piu' per passatempo che per dovizia, nel caldo tedioso pomeriggio della baia del Mar Rosso.
Giordania e' stata cosi', molto simile all'Egitto per me, con pregi e difetti. ora ho un sacco di materiale su cui lavorare, e giorni contati per elaborare strategie e tempistiche, prima del mio ritorno. inshallah
lunedì 9 giugno 2014
jordan/1
mi trovo nella casa, nel centro di Amman, di una ragazza olandese che lavora qui per la cooperazione internazionale. abita con il suo ragazzo, di origini irakeno-palestinese, in una casa che costa da sola piu' dello stipendio medio giordano. e' una ragazza disponibilissima e sorridente, mi ospita come una cara amica anche se fino ad ora mi ha visto solo una volta (al forum palestinese sull'acqua, vedi post qualche settimana fa). lui fa il gioielliere, ma non mi parla molto, e' tornato a casa e si e' incollato al computer a fare un gioco di ruolo fumando sigarette. intanto la ragazza e' andata in palestra, un posto molto costoso e elitario, pero' e' uno dei pochi in qui si puo' sentire libera di muoversi. a sentire i suoi racconti mi sembra quando io ero al Cairo. il fatto di dover stare sempre coperti e avere a che fare con gente lungo la strada che ti tratta male perche' sei straniera e tassisti che continuano a suonare il clacson per attirare la tua attenzione.
nonostante l'affitto sia caro, ed abbiano in casa una stanza vuota, dice che non vuole cambiare casa perche' nell'ultimo paio d'anni gli affitti sono saliti tantissimo, a causa dell'aumento di stranieri che vengono a lavorare qui per progetti legati alla crisi siriana. in Giordania la quantita' di profughi sembra sia intorno al milione e mezzo. hanno costruito un nuovo campo enorme nel deserto, vicino all'oasi che vado a visitare domani - inshallah.
stamattina ho visitato un professore che lavora in un'universita' in una citta' grossa a mezzora da qua. l'ho contattato via mail qualche settimana fa e si e' dimostrato disposto ad aiutarmi perche' ha fatto un dottorato in Italia vent'anni fa. altra persona molto disponibile e corretta. ha lavorato nell'oasi che voglio visitare, e mi fornisce un sacco di materiale. ci vado con un bus locale, che prendo da una stazione che la ragazza che mi ospita non sa nemmeno che esista (lei si muove solo con il suo autista). sostanzialmente la cosa che mi permette di muovermi sono i pochi rudimenti di arabo che ancora mi porto dietro. il bus e' spaziale, ma non faccio foto ai gadget giordani appesi dappertutto perche' sono circondata da ragazze col velo che potrebbero prenderla a male. e la radio che manda di continuo la lettura canta del Corano, l'avevo dimenticata...
torno ad Amman con il passaggio del prof, che mi porta ad una rotonda grossa che un po' conosco, e da li' ritrovo la mia strada per casa. mi spiega per strada che le macchine targate diversamente, che vedo ogni tanto, sono da Kuwait e Saudi Arabia, la gente viene qui a fare vacanza perche' laggiu' fa gia' troppo caldo. mi spiega anche che ci ho visto giusto quando ho letto in arabo 'nafta' sui camion-cisterna che vedo continuamente viaggiare da ieri sulle strade di grande comunicazione, da nord a sud. mi spiega che il petrolio arriva dal Golfo, e hanno una grossa raffineria. dopo ore che sono con lui, che mi parla in italiano ed e' cosi' disponibile, quasi scoppio a non poter parlargli liberamente del fatto che vengo da Israele, soprattutto quando innocentemente mi chiede "Hai volato con Alitalia?" e io glisso rapidamente dicendo no, ci sono altre compagnie, che non vuol dire niente.
ogni volta che vengo da ste parti mi ricordo di essere nata nella parte 'giusta' del mondo, quella fortunata. dove si puo' girare in canottiera, stare maschi e femmine nello stesso luogo, andare in bicicletta, viaggiare, studiare, ...
domani incontro qualcuno dentro la Autorita' dell'acqua giordana qui ad Amman, e poi se riesco in una maniera o un'altra, ancora poco chiara, vado gia' a visitare l'oasi, dove mi dovrei fermare un paio di giorni.
nonostante l'affitto sia caro, ed abbiano in casa una stanza vuota, dice che non vuole cambiare casa perche' nell'ultimo paio d'anni gli affitti sono saliti tantissimo, a causa dell'aumento di stranieri che vengono a lavorare qui per progetti legati alla crisi siriana. in Giordania la quantita' di profughi sembra sia intorno al milione e mezzo. hanno costruito un nuovo campo enorme nel deserto, vicino all'oasi che vado a visitare domani - inshallah.
stamattina ho visitato un professore che lavora in un'universita' in una citta' grossa a mezzora da qua. l'ho contattato via mail qualche settimana fa e si e' dimostrato disposto ad aiutarmi perche' ha fatto un dottorato in Italia vent'anni fa. altra persona molto disponibile e corretta. ha lavorato nell'oasi che voglio visitare, e mi fornisce un sacco di materiale. ci vado con un bus locale, che prendo da una stazione che la ragazza che mi ospita non sa nemmeno che esista (lei si muove solo con il suo autista). sostanzialmente la cosa che mi permette di muovermi sono i pochi rudimenti di arabo che ancora mi porto dietro. il bus e' spaziale, ma non faccio foto ai gadget giordani appesi dappertutto perche' sono circondata da ragazze col velo che potrebbero prenderla a male. e la radio che manda di continuo la lettura canta del Corano, l'avevo dimenticata...
torno ad Amman con il passaggio del prof, che mi porta ad una rotonda grossa che un po' conosco, e da li' ritrovo la mia strada per casa. mi spiega per strada che le macchine targate diversamente, che vedo ogni tanto, sono da Kuwait e Saudi Arabia, la gente viene qui a fare vacanza perche' laggiu' fa gia' troppo caldo. mi spiega anche che ci ho visto giusto quando ho letto in arabo 'nafta' sui camion-cisterna che vedo continuamente viaggiare da ieri sulle strade di grande comunicazione, da nord a sud. mi spiega che il petrolio arriva dal Golfo, e hanno una grossa raffineria. dopo ore che sono con lui, che mi parla in italiano ed e' cosi' disponibile, quasi scoppio a non poter parlargli liberamente del fatto che vengo da Israele, soprattutto quando innocentemente mi chiede "Hai volato con Alitalia?" e io glisso rapidamente dicendo no, ci sono altre compagnie, che non vuol dire niente.
ogni volta che vengo da ste parti mi ricordo di essere nata nella parte 'giusta' del mondo, quella fortunata. dove si puo' girare in canottiera, stare maschi e femmine nello stesso luogo, andare in bicicletta, viaggiare, studiare, ...
domani incontro qualcuno dentro la Autorita' dell'acqua giordana qui ad Amman, e poi se riesco in una maniera o un'altra, ancora poco chiara, vado gia' a visitare l'oasi, dove mi dovrei fermare un paio di giorni.
sabato 7 giugno 2014
lunedì 2 giugno 2014
a cena dall'ambasciatore italiano a tel aviv
in occasione della Festa della Repubblica, l'ambasciatore riceve nella sua casa notabili invitati (circa tre migliaia...) a casa sua. ottengo l'invito ad una conferenza italiano-israeliana cui partecipo al mattino nell'universita' di Tel Aviv.
andiamo vestiti alla bell'e meglio io e Yoav, megafoni che sparano discorsi sull'amicizia imperante Italia-Israele, Alfa Romeo parcheggiata sul bordo della piscina illuminata, distribuizione di Ferrero rocher e Spritz, pizza fatta al momento, qualche ministro israeliano, etc...
domani ho un incontro con il ministro italiano dell'istruzione e ricerca in un istituto di ricerca vicino a Tel Aviv, vuole conoscere i giovani ricercatori italiani in Israele... piu' facile incontrarli all'estero che in Italia certe autorita'.
la persona piu' interessante incontrata durante la serata rimane questo carabiniere, decine di distintivi appuntati al petto, cui chiedo in maniera disincantata informazioni su quel che faccia qua. ne esce un racconto interessantissimo sulla vita di questi personaggi che lavorano tra Iraq, Afghanistan, Palestina. qui vengono invitati dal Governo Israeliano per fare formazione alla polizia palestinese, vivono con i poliziotti palestinesi a Gerico.
andiamo vestiti alla bell'e meglio io e Yoav, megafoni che sparano discorsi sull'amicizia imperante Italia-Israele, Alfa Romeo parcheggiata sul bordo della piscina illuminata, distribuizione di Ferrero rocher e Spritz, pizza fatta al momento, qualche ministro israeliano, etc...
domani ho un incontro con il ministro italiano dell'istruzione e ricerca in un istituto di ricerca vicino a Tel Aviv, vuole conoscere i giovani ricercatori italiani in Israele... piu' facile incontrarli all'estero che in Italia certe autorita'.
la persona piu' interessante incontrata durante la serata rimane questo carabiniere, decine di distintivi appuntati al petto, cui chiedo in maniera disincantata informazioni su quel che faccia qua. ne esce un racconto interessantissimo sulla vita di questi personaggi che lavorano tra Iraq, Afghanistan, Palestina. qui vengono invitati dal Governo Israeliano per fare formazione alla polizia palestinese, vivono con i poliziotti palestinesi a Gerico.
mercoledì 28 maggio 2014
first palestinian water forum
passiamo il 'confine' al check-point di Qalandia, arriviamo a Ramallah con il classico minibus palestinese da Gerusalemme. sono con una ragazza palestinese e una americana dal mio stesso campus, abbiamo passato la notte dagli amici di questa, due americani ebrei progressisti che esibiscono in casa una carrellata di libri religiosi e foto di ingiustizie sul popolo arabo.
sarebbero dovute venire con noi altre due ragazze da un istituto israeliano, ma l'universita' di Birzeit, che ospita l'evento, le ha chiamate dicendo che non erano ospiti ben-graditi. pare che questa universita' sia parecchio anti-israeliana, ma noi decidiamo di prendere parte comunque all'evento.
da Ramallah prendiamo un taxi che ci porta a questo paesino a poche colline di distanza. tentando di parlare in arabo col tassista mi sfuggono due parole in ebraico. lui mi fa capire che quando arrivo all'universita' guai a me se mi ricapita, di stare attenta. cominciamo bene...
al ritorno, rimaniamo bloccate a Gerusalemme per qualche ora, e' oggi 'Il giorno di Gerusalemme' (the Jerusalem day), strade chiuse, manifestazioni di Israeliani che celebrano l'unificazione della citta' (est-ovest) sotto lo stato israeliano. potete immaginare come sia gradita ai Palestinesi questa festa.
impossibilitate a muoverci, andiamo a vedere che succede dalla porta di Damasco, solitamente piena vita/bancarelle/caos palestinese...
sarebbero dovute venire con noi altre due ragazze da un istituto israeliano, ma l'universita' di Birzeit, che ospita l'evento, le ha chiamate dicendo che non erano ospiti ben-graditi. pare che questa universita' sia parecchio anti-israeliana, ma noi decidiamo di prendere parte comunque all'evento.
da Ramallah prendiamo un taxi che ci porta a questo paesino a poche colline di distanza. tentando di parlare in arabo col tassista mi sfuggono due parole in ebraico. lui mi fa capire che quando arrivo all'universita' guai a me se mi ricapita, di stare attenta. cominciamo bene...
al ritorno, rimaniamo bloccate a Gerusalemme per qualche ora, e' oggi 'Il giorno di Gerusalemme' (the Jerusalem day), strade chiuse, manifestazioni di Israeliani che celebrano l'unificazione della citta' (est-ovest) sotto lo stato israeliano. potete immaginare come sia gradita ai Palestinesi questa festa.
impossibilitate a muoverci, andiamo a vedere che succede dalla porta di Damasco, solitamente piena vita/bancarelle/caos palestinese...
martedì 27 maggio 2014
dal dentista /3
stavolta ad intrattenermi nella sala d'attesa e' la televisione israeliana che mostra in tempo reale le immagini del papa' che parla con il gran mufti di Gerusalemme, con il primo ministro israeliano, prega davanti al muro, visita il museo della memoria, abbraccia i bambini di un campo rifugiati....
'niente piu' giudizio!' esclama il dentista pacato dopo aver estratto l'ultimo dente. stavolta e' stato un intervento piu' complicato, perche' il dente era veramente storto e ha dovuto tagliarlo a pezzi e mettermi dei punti. mi dico quasi che son fortunata a non capire quando in ebraico dice all'assistente "trapano, pinza, martello..."!
'niente piu' giudizio!' esclama il dentista pacato dopo aver estratto l'ultimo dente. stavolta e' stato un intervento piu' complicato, perche' il dente era veramente storto e ha dovuto tagliarlo a pezzi e mettermi dei punti. mi dico quasi che son fortunata a non capire quando in ebraico dice all'assistente "trapano, pinza, martello..."!
domenica 25 maggio 2014
varda che programma che ha qua il Papa!
http://www.cicts.org/default.asp?id=688&id_n=1630
e la citta' vecchia di Gerusalemme, praticamente blindata:
http://www.cicts.org/default.asp?id=756
e la citta' vecchia di Gerusalemme, praticamente blindata:
http://www.cicts.org/default.asp?id=756
sabato 24 maggio 2014
martedì 20 maggio 2014
la via dell'incenso
piu' o meno ai tempi della nascita di Gesu', un secolo prima e un paio di secoli dopo, c'era in questa terra una popolazione nomade che fu con la Pax Romana assoggettata al grande impero mediterraneo.
i Nabatei controllavano la rotta delle spezie e dell'incenso dalla Somalia e dalla peninsula arabica fino al Mediterraneo, dove la preziosa merce salpava per la capitale.
nel deserto del Negev rimangono a tutt'oggi resti delle loro cittadine e insediamenti, come i caravanserragli, antichi motel che potevano ospitare carovane e offrire refrigerio lungo la rotta. a qualche decina di chilometri di distanza, verso est, si puo' ancora visitare Petra, la capitale di questo popolo che viveva solo di commercio, non praticava l'agricoltura e non faceva uso di vino.
tramite un corso che seguo qui all'universita', sono stata a visitare alcune di queste rovine sparse nel deserto. vedete le ultime foto!
i Nabatei controllavano la rotta delle spezie e dell'incenso dalla Somalia e dalla peninsula arabica fino al Mediterraneo, dove la preziosa merce salpava per la capitale.
nel deserto del Negev rimangono a tutt'oggi resti delle loro cittadine e insediamenti, come i caravanserragli, antichi motel che potevano ospitare carovane e offrire refrigerio lungo la rotta. a qualche decina di chilometri di distanza, verso est, si puo' ancora visitare Petra, la capitale di questo popolo che viveva solo di commercio, non praticava l'agricoltura e non faceva uso di vino.
tramite un corso che seguo qui all'universita', sono stata a visitare alcune di queste rovine sparse nel deserto. vedete le ultime foto!
giovedì 8 maggio 2014
a lezione
da un paio di settimane seguo un corso di ebraico approfondito (4 ore a lezione, 2 volte a settimana) con un gruppo di ragazze americane che organizzano una macchina e mi portano in un paesino a 20 km da qua, dove delle insegnanti molto giovani e volenterose si danno da fare per farci imparare la lingua.
nella mia classe oggi c'era un beduino (naturalizzato israeliano) che parla benissimo ebraico ma ha difficolta' con l'alfabeto. praticamente l'opposto di quel che e' per me, che mi manca tanto vocabolario ma ho buone competenze con la grammatica.
insomma noi finiamo l'esercizio di completamento, mentre lui e' ancora intento a leggere le prime frasi. l'insegnante si avvicina per aiutarlo:
"f-lo ... fi-lo-so..." legge lui.
"fi-lo-so-fi-a!" finalmente urla gioiosa l'insegnante.
lui la guarda, ancora non capisce.
"filosofia, sai che cos'e'?"
"no"
provo a dire nomi tipo Aristotel, Plato... niente
allora gli diciamo che e' gente che pensa alla vita, al mondo, e campano pure di questo.
sorride, ma non penso che abbia afferrato.
nella mia classe oggi c'era un beduino (naturalizzato israeliano) che parla benissimo ebraico ma ha difficolta' con l'alfabeto. praticamente l'opposto di quel che e' per me, che mi manca tanto vocabolario ma ho buone competenze con la grammatica.
insomma noi finiamo l'esercizio di completamento, mentre lui e' ancora intento a leggere le prime frasi. l'insegnante si avvicina per aiutarlo:
"f-lo ... fi-lo-so..." legge lui.
"fi-lo-so-fi-a!" finalmente urla gioiosa l'insegnante.
lui la guarda, ancora non capisce.
"filosofia, sai che cos'e'?"
"no"
provo a dire nomi tipo Aristotel, Plato... niente
allora gli diciamo che e' gente che pensa alla vita, al mondo, e campano pure di questo.
sorride, ma non penso che abbia afferrato.
lunedì 5 maggio 2014
dialogo con un professore
il giorno dell'indipendenza si sta avvicinando,
sto uscendo dall'ufficio, undici di sera passate, vedo la luce accesa nell'ufficio di questo prof abbastanza giovane, e molto disponibile.
entro, saluto, come va, bene, grazie
"stavo guardando on-line una cerimonia alternativa che proiettano da Tel Aviv, con storie di israeliani e palestinesi insieme" gli dico, penso che gli possa far piacere guardarla
"non mi piacciono queste iniziative, non mi piace questa idea ugualitaria di pensare che siamo tutti buoni e bravi"
"ah - gli faccio - ma mi sembra esattamente l'opposto, qui si cerca di andare oltre sto canone di israele-vittima, etc..." (non dico esattamente queste parole, ma cerco di sintetizzare una serie di pensieri che mi girano in testa da giorni)
mi risponde:
"io dico sempre che ragiono in due maniere: da umano e da israeliano. ora, se viene un arabo non e' che dico che deve morire, se ragiono come un essere umano.
ma questa non e' questione che possto portare ad un livello personale. se ragiono come israeliano allora la guerra e' guerra, e non possiamo fare finta che siamo tutti uguali. io non penso che questa situazione si possa risolvere senza mantenere la guerra, almeno not in my life-time."
domenica 4 maggio 2014
giorno dell'indipendenza
come per la giornata della memoria dell'olocausto, stasera e domattina (il giorno ebraico inizia al tramonto del giorno precedente) suona una sirena, in tutta la nazione, in tutte le strade.
non capisco come possano originare un tale suono, che rimane persistente, alto, nell'aria. ti entra nelle orecchie a fondo e mentre sei li' in piedi ad aspettare che finisca non puoi fare altro che pensare.
e' indubbiamente un momento forte, commovente. ma ancora la scelta di prendere la morte di tutti i soldati israeliani come festa nazionale, e collegarla con il giorno seguente alla festa dell'indipendenza mi sembra una scelta dal forte carattere nazionalista, simile alla propagranda di regimi totalitari.
una breve riflessione poi sul fatto che in Italia non si celebra una tale festa (indipendenza da chi?) e che l'unica analoga sia collegata alla fine del fascismo, insieme al fatto che il primo maggio non sia considerata festa nazionale, mi fa associare questo paese sempre piu' agli stati uniti, con i quali condivide un modello politico analogo.
tornando alla giornata di festa, vengono svolte cerimonie di memoria in tutte le scuole, con canzoni, narrazioni di storie vissute, momenti collettivi nei teatri. i bimbi sono cresciuti fin da piccoli con l'idea che la reazione ebrea all'olocausto giustifichi la creazione di uno stato ebraico e l'esistenza di un esercito che e' onnipresente.
sta volta non ho partecipato alla cerimonia, della quale non capirei quasi nulla, ma abbiamo deciso con Yoav che saremmo stati in piedi per ricordare i morti di tutte le guerre.
intanto, visto che come dice mio papa' mi trovo al limite del conflitto, una mia amica spagnola sta venendo a Ramallah (territori palestinesi) per fare uno spettacolo di clownerie sulle biciclette. sembra una cosa molto interessante! ma con gli amici israeliani non ci posso andare, e la coincidenza con questa festa della memoria mi distoglie completamente dall'idea di partecipare.
per i palestinesi questo e' il giorno della catastrofe, la naqba. ma bonta' vuole che tra i due popoli viga un diverso calendario, quindi quelli celebreranno la propria disperazione solo tra una decina di giorni, secondo il calendario civile.
bandiere israeliane in giro per tutto il paese, oggi si piange ricordando i soldati, domani si fa festa con i barbeque su ogni angolo verde di aiuola in citta'.
non capisco come possano originare un tale suono, che rimane persistente, alto, nell'aria. ti entra nelle orecchie a fondo e mentre sei li' in piedi ad aspettare che finisca non puoi fare altro che pensare.
e' indubbiamente un momento forte, commovente. ma ancora la scelta di prendere la morte di tutti i soldati israeliani come festa nazionale, e collegarla con il giorno seguente alla festa dell'indipendenza mi sembra una scelta dal forte carattere nazionalista, simile alla propagranda di regimi totalitari.
una breve riflessione poi sul fatto che in Italia non si celebra una tale festa (indipendenza da chi?) e che l'unica analoga sia collegata alla fine del fascismo, insieme al fatto che il primo maggio non sia considerata festa nazionale, mi fa associare questo paese sempre piu' agli stati uniti, con i quali condivide un modello politico analogo.
tornando alla giornata di festa, vengono svolte cerimonie di memoria in tutte le scuole, con canzoni, narrazioni di storie vissute, momenti collettivi nei teatri. i bimbi sono cresciuti fin da piccoli con l'idea che la reazione ebrea all'olocausto giustifichi la creazione di uno stato ebraico e l'esistenza di un esercito che e' onnipresente.
sta volta non ho partecipato alla cerimonia, della quale non capirei quasi nulla, ma abbiamo deciso con Yoav che saremmo stati in piedi per ricordare i morti di tutte le guerre.
intanto, visto che come dice mio papa' mi trovo al limite del conflitto, una mia amica spagnola sta venendo a Ramallah (territori palestinesi) per fare uno spettacolo di clownerie sulle biciclette. sembra una cosa molto interessante! ma con gli amici israeliani non ci posso andare, e la coincidenza con questa festa della memoria mi distoglie completamente dall'idea di partecipare.
per i palestinesi questo e' il giorno della catastrofe, la naqba. ma bonta' vuole che tra i due popoli viga un diverso calendario, quindi quelli celebreranno la propria disperazione solo tra una decina di giorni, secondo il calendario civile.
bandiere israeliane in giro per tutto il paese, oggi si piange ricordando i soldati, domani si fa festa con i barbeque su ogni angolo verde di aiuola in citta'.
lunedì 28 aprile 2014
giornata del ricordo
forse puo' essere di vostro interesse conoscere questa realta':
http://video.repubblica.it/mondo/israele-il-paese-si-ferma-2-minuti-per-le-vittime-dell-olocausto/164029/162519?ref=HREA-1
posso dire certamente che prendere parte a questo momento, stare in piedi mentre la sirena suonava per due minuti, mi ha commosso. ulteriori considerazioni sulle motivazioni e sulla condivisione di una scelta del genere, da parte di uno stato, le rimando a un colloquio personale.
http://video.repubblica.it/mondo/israele-il-paese-si-ferma-2-minuti-per-le-vittime-dell-olocausto/164029/162519?ref=HREA-1
posso dire certamente che prendere parte a questo momento, stare in piedi mentre la sirena suonava per due minuti, mi ha commosso. ulteriori considerazioni sulle motivazioni e sulla condivisione di una scelta del genere, da parte di uno stato, le rimando a un colloquio personale.
sabato 26 aprile 2014
venerdì 18 aprile 2014
il mio venerdi' santo
la messa in iglese a Jaffa era seguita da una folta comunita' filippina, con coro stile americano e video che proiettavano la vita di Gesu' da qualche recente film hollywoodiano.
alla seconda testimonianza di vita vissuta della ragazza al microfono sono uscita, non era decisamente lo stile cui sono abituata.
a lato della chiesa c'e' una scuola, affiliata alla Custodia Terra Sancta. c'erano delle scarpe fuori dalla porta, di fronte al largo cortile cementato. dentro: decine di uomini eritrei che pregavano rivolti verso un altare spoglio (una tavola con tovaglia) e le foto di Woitiya affiancato da viste di Gerusalemme sulle pareti.
sembrava di stare in una moschea. pregavano alla maniera dei musulmani, inginocchiandosi e alzandosi ripetutamente, al ritmo di nenie e melodie ripetute di continuo.
ma il mio interlude cristiano si interompe presto, alla sera abbiamo la cena di shabbat dai parenti per salutare la zia australiana che parte.
alla seconda testimonianza di vita vissuta della ragazza al microfono sono uscita, non era decisamente lo stile cui sono abituata.
a lato della chiesa c'e' una scuola, affiliata alla Custodia Terra Sancta. c'erano delle scarpe fuori dalla porta, di fronte al largo cortile cementato. dentro: decine di uomini eritrei che pregavano rivolti verso un altare spoglio (una tavola con tovaglia) e le foto di Woitiya affiancato da viste di Gerusalemme sulle pareti.
sembrava di stare in una moschea. pregavano alla maniera dei musulmani, inginocchiandosi e alzandosi ripetutamente, al ritmo di nenie e melodie ripetute di continuo.
ma il mio interlude cristiano si interompe presto, alla sera abbiamo la cena di shabbat dai parenti per salutare la zia australiana che parte.
domenica 13 aprile 2014
Domenica delle palme in Israele
una ragazza palestinese cristiana che studia nel campus mi ha detto che la Domenica delle palme a Gerusalemme e' un evento incredibile: i pellegrini ripercorrono il percorso di Gesu' verso la Citta' santa e bande di scout provenienti da tutta la regione accompagnano la processione rumorosa.
ma io oggi sono a Tel Aviv, quindi mi sono cercata un'alternativa un po' meno famosa. percio' alla fine andro' a messa qui, cercando di beccare quella in lingua inglese: arabo, indiano e sri-lankese non sono alla mia portata!
pero' la chiesa maronita (rito cristiano cattolico siriaco?) e quella eritrea meritano certamente una visita in futuro, dopo che avro' approfondito un po' la loro storia...
buona Settimana Santa a tutti!
che anche quest'anno coincide con la Pasqua ebraica: la cena di Leyla ha Seder, quella famosa con le erbe amare, sara' domani.
ma io oggi sono a Tel Aviv, quindi mi sono cercata un'alternativa un po' meno famosa. percio' alla fine andro' a messa qui, cercando di beccare quella in lingua inglese: arabo, indiano e sri-lankese non sono alla mia portata!
pero' la chiesa maronita (rito cristiano cattolico siriaco?) e quella eritrea meritano certamente una visita in futuro, dopo che avro' approfondito un po' la loro storia...
buona Settimana Santa a tutti!
che anche quest'anno coincide con la Pasqua ebraica: la cena di Leyla ha Seder, quella famosa con le erbe amare, sara' domani.
sabato 5 aprile 2014
venerdì 4 aprile 2014
a tel aviv stendiamo i panni ad asciugare solo di giorno
ma chi l'avrebbe mai detto che i pippistrelli cagano in diagonale?
giovedì 3 aprile 2014
furto innocente
Potatoes - Argent!!!! !
If you took potatoes from the soil preparation room, return them imidietly!
It's part of an experiment!
It's part of an experiment!
martedì 25 marzo 2014
footbal international
stasera ho giocato a calcio con:
un georgiano
un armeno
un giordano
un israeliano russo
un israeliano inglese
un israeliano
un tedesco
uno dallo zambia
un cinese
abbastanza materiale per una barzelletta!
un georgiano
un armeno
un giordano
un israeliano russo
un israeliano inglese
un israeliano
un tedesco
uno dallo zambia
un cinese
abbastanza materiale per una barzelletta!
sabato 22 marzo 2014
venerdì 14 marzo 2014
giovedì 13 marzo 2014
notizie sugli ultimi giorni
se poi succede un'escalation, eravate stati avvvisati. se non succede, meglio.
ieri sono stati lanciati una sessantina (? fonti diverse, numeri diversi) di razzi da Gaza verso Israele, in risposta all'uccisione di 3 jihadisti il giorno precedente da bombardamento mirato israeliano.
Israele ha risposto la sera colpendo 29 target (senza vittime o feriti) e il primo ministro ha affermato che l'esercito "intraprendera' qualsiasi azione necessaria per riportare la calma" nel Sud d'Israele e che "se non c'e' calma nel Sud allora ci sara' rumore a Gaza, e questo e' un eufemismo [and this is an understatement]."
uno pensa: allora adesso staranno buoni. ma e' tutta la sera che tengo controllate le notizie e continuano a lanciare razzi dalla Striscia...
ieri sono stati lanciati una sessantina (? fonti diverse, numeri diversi) di razzi da Gaza verso Israele, in risposta all'uccisione di 3 jihadisti il giorno precedente da bombardamento mirato israeliano.
Israele ha risposto la sera colpendo 29 target (senza vittime o feriti) e il primo ministro ha affermato che l'esercito "intraprendera' qualsiasi azione necessaria per riportare la calma" nel Sud d'Israele e che "se non c'e' calma nel Sud allora ci sara' rumore a Gaza, e questo e' un eufemismo [and this is an understatement]."
uno pensa: allora adesso staranno buoni. ma e' tutta la sera che tengo controllate le notizie e continuano a lanciare razzi dalla Striscia...
mercoledì 12 marzo 2014
dal dentista /2
questa volta il dente non fa in tempo a cadere sul pavimento perche' al dentista sfugge di mano quando e' ancora nella mia bocca. immediata reazione mia che mi lancio in avanti e sputo fuori il dente che mi rotola allegramente sulla pancia (era un dente di quelli superiori, quindi mi sarebbe caduto dritto in gola...).
ho dimenticato la scorsa volta di descrivere il ghiaccio che ti danno da appoggiare sulla guancia appena tolto il dente. spiego come viene fatto, voi provate ad immaginarvelo. un bicchiere di plastica riempito d'acqua messo in freezer, messo dentro un guanto di quelli bianchi monodose chiuso con un nodo. pratico, igienico, sostenibile!
ho dimenticato la scorsa volta di descrivere il ghiaccio che ti danno da appoggiare sulla guancia appena tolto il dente. spiego come viene fatto, voi provate ad immaginarvelo. un bicchiere di plastica riempito d'acqua messo in freezer, messo dentro un guanto di quelli bianchi monodose chiuso con un nodo. pratico, igienico, sostenibile!
lunedì 10 marzo 2014
stessa notizia, di qua e di la'
da un quotidiano israeliano di centro-sinistra:
http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/1.578797
da un giornale on-line palestinese:
http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=680101
http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/1.578797
da un giornale on-line palestinese:
http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=680101
domenica 9 marzo 2014
giovedì 6 marzo 2014
ritratto, 1 - disturbi alimentari?
Alice vive in Texas, e' un'americana di origini cinesi. La prima volta che la invito a cena da me porta una zuppa di lenticchie con del mais. "Mi e' venuta molto saportita - commenta, dopo un paio di bocconi - forse ho esagerato con il chicken powder [='polvere per pollo', monosodio glutammato].
Vuole studiare per fare il dottore, ma intanto e' qui in Israele a fare esperienza in laboratorio. Partecipa in un esperimento in cui fanno 'affamare' i passerotti: li catturano con delle reti e poi testano come resistono senza mangiare per 44 ore. Mi fa sorridere allora quando mi racconta che viene da un paese del Texas che e' il secondo negli USA per numero di persone obese nella popolazione.
Il padre fa il medico nell'aeronautica militare. Ogni due anni va per un periodo di 4 mesi in missione all'estero, in Afghanistan o simili. "E' un eroe mio papa'! E' uno di quelli che arrivano con l'elicottero a salvare i malati a terra...".
Quand'ero ammalata Alice e' venuta a trovarmi e mi ha portato cioccolata e patatine. In compenso pero' ha vinto la gara di cucina che hanno organizzato qualche sera fa nel campus, con un piatto cinese fritto buonissimo del quale ho la ricetta...
Vuole studiare per fare il dottore, ma intanto e' qui in Israele a fare esperienza in laboratorio. Partecipa in un esperimento in cui fanno 'affamare' i passerotti: li catturano con delle reti e poi testano come resistono senza mangiare per 44 ore. Mi fa sorridere allora quando mi racconta che viene da un paese del Texas che e' il secondo negli USA per numero di persone obese nella popolazione.
Il padre fa il medico nell'aeronautica militare. Ogni due anni va per un periodo di 4 mesi in missione all'estero, in Afghanistan o simili. "E' un eroe mio papa'! E' uno di quelli che arrivano con l'elicottero a salvare i malati a terra...".
Quand'ero ammalata Alice e' venuta a trovarmi e mi ha portato cioccolata e patatine. In compenso pero' ha vinto la gara di cucina che hanno organizzato qualche sera fa nel campus, con un piatto cinese fritto buonissimo del quale ho la ricetta...
domenica 2 marzo 2014
la febbra
fuori fa piu' caldo che dentro, ma io sono chiusa in casa con 38 che sale e scende.
tira un vento forte e caldo che spira da ovest (Egitto, deserto del Sahara) e il cielo e' tutto bianco, di un candore strano. e' successo anche una decina di giorni fa, dicono che sia una tempesta di sabbia. fatto sta che non si vedono le colline attorno, e pare che il cielo ci stia cadendo sulla testa.
in assenza di medicine adeguate, scrivo alla mailing-list del campus. mi rispondono subito in tanti, chi si offre di comprarle a Beersheva, chi mi fa gli auguri. alla fine viene Isa, una ragazza brasiliana rotonda, mi porta: paracetamolo, vitamina C, anti-infiammatorio, novalgina, un termometro e un piatto di un riso misto con tante cose e peperoni crudi. gnam!
domenica 23 febbraio 2014
sun-days
e' sempre cosi' strano trovarmi ad iniziare la settimana la domenica, pensando voi in Europa e nel resto del mondo ancora a vivere il finesettimana di riposo...
giovedì 20 febbraio 2014
al supermercato israeliano
mi chiama Boris per offrirmi un passaggio a una citta' a mezzora da qui per andare a fare la spesa. ottimo, accetto. in macchina con noi anche Masha e Aessaia, una ragazza dal Kazakhstan. tra loro parlano in russo. cosi' come qui i russi con i georgiani e gli armeni.
al banco della frutta e verdura prendo le cose e le metto mescolate in un unico sacchetto, voglio risparmiare plastica. la frutta e verdura, come da regola, le pesa e prezza la cassiera quando vado a pagare alla cassa.
dopo aver tirato fuori dal sacchetto i cetrioli e essere passata ai pomodori, questa bionda cottonata mi comincia a urlare con accento russo cose che non capisco ma intuisco, affaccendata con gli altri due sacchetti pieni di cibo che le ho presentato.
con il mio ebraico rotto le dico "io da italia. in italia questo bene. mi spiace, io non so". oh la', un po' di ecologia insomma...
al banco della frutta e verdura prendo le cose e le metto mescolate in un unico sacchetto, voglio risparmiare plastica. la frutta e verdura, come da regola, le pesa e prezza la cassiera quando vado a pagare alla cassa.
dopo aver tirato fuori dal sacchetto i cetrioli e essere passata ai pomodori, questa bionda cottonata mi comincia a urlare con accento russo cose che non capisco ma intuisco, affaccendata con gli altri due sacchetti pieni di cibo che le ho presentato.
con il mio ebraico rotto le dico "io da italia. in italia questo bene. mi spiace, io non so". oh la', un po' di ecologia insomma...
mercoledì 12 febbraio 2014
wonder-woman
appuntamento alle 6.30 al parcheggio. non conosco Atalya ancora, ma ha messo l'annuncio in mailing list e sono l'unica ad aver risposto. nel percorso in macchina fino alla piscina scopro di stare con una specie di donna bionica che fa ogni sorta di sport. nell'esercito allenava i soldati da combattimento, mi spiega, ma quelli che lanciavano le bombe a mano contro i carri armati. mi fa segno con le mani delle dimensioni delle bombe e dei loro nomi, ma non afferro tutto. dice che dove abitiamo e' un posto tranquillo per quanto riguarda la guerra, abbastanza lontano da ogni confine. e' solo una noia che sia cosi' pieno di basi militari nel deserto: l'anno scorso durante l'operazione contro Gaza era veramente noioso dover aspettare in coda i veicoli militari cosi' frequenti, insomma, poi arrivava in ritardo...
adesso insegna ginnastica ai bambini delle elementari.
adesso insegna ginnastica ai bambini delle elementari.
sabato 8 febbraio 2014
altro viaggio verso tel aviv
ancora un passaggio per il Nord. con me oltre al guidatore c'e' un ragazzo che vive in un kibbuts verso il confine con il Libano. l'avevo incontrato gia' all'alba dello stesso giorno, che faceva lezione di kung-fu di fronte allo strapiombo sul deserto.
da una mia domanda esce l'argomento di cosa facesse quando era nell'esercito, uno dei miei preferiti. Itamar, cosi' si chiama, aggiustava i carri armati, la sua base era nella striscia di Gaza. racconta in tranquillita' aneddoti come quello su un soldato scampato due volte per miracolo dal carro armato in fiamme, e spiega che le donne non possono far parte delle squadre, perche' dentro quella scatola da guerra ci si fa tutto, quando ci rimangono dentro per piu' giorni.
racconta ancora di quando nei turni di guarda sorvegliava la colonia di Netzarim, famosa per essere abitata da estremisti di destra, e di quando ha partecipato alla rimozione dei coloni che non volevano evacuare, in seguito al piano di disimpegno da Gaza. mi chiedo se abbia incontrato anche mia suocera ai tempi...
da una mia domanda esce l'argomento di cosa facesse quando era nell'esercito, uno dei miei preferiti. Itamar, cosi' si chiama, aggiustava i carri armati, la sua base era nella striscia di Gaza. racconta in tranquillita' aneddoti come quello su un soldato scampato due volte per miracolo dal carro armato in fiamme, e spiega che le donne non possono far parte delle squadre, perche' dentro quella scatola da guerra ci si fa tutto, quando ci rimangono dentro per piu' giorni.
racconta ancora di quando nei turni di guarda sorvegliava la colonia di Netzarim, famosa per essere abitata da estremisti di destra, e di quando ha partecipato alla rimozione dei coloni che non volevano evacuare, in seguito al piano di disimpegno da Gaza. mi chiedo se abbia incontrato anche mia suocera ai tempi...
mercoledì 5 febbraio 2014
e' normale
Negli ultimi due giorni la quantita' di aerei militari che passano sopra la mia testa e' aumentata in maniera notevole. Si sentono passare ad alta velocita', dalle 7 di mattina alle 11 di sera. Alle prime ti spaventi, poi devi fare finta di nulla, tanto non cambia.
Quando chiedo a qualcuno, a chi mi capita intorno, ricevo le risposte piu' svariate: dal "Devi tenere guardate le notizie, vuol dire che stanno per attaccare da qualche parte" (vanno verso ovest ... Gaza??) al "Non ti devi preoccupare, fanno esercitazioni, e questo avviene solo quando non c'e' nessuna guerra in corso". Ok, normale.
Come le esplosioni che si sentono ogni tanto, verso Sud. Il deserto e' un'area di esercitazione militare. E' normale. Come i bus di linea pieni stracolmi di soldati che si spostano il weekend, dove per entrare devi spingere come un forsennato, fingendo di non sentire il gomito (o il mitra?) del soldato dietro di te che vuole salire.
Quando chiedo a qualcuno, a chi mi capita intorno, ricevo le risposte piu' svariate: dal "Devi tenere guardate le notizie, vuol dire che stanno per attaccare da qualche parte" (vanno verso ovest ... Gaza??) al "Non ti devi preoccupare, fanno esercitazioni, e questo avviene solo quando non c'e' nessuna guerra in corso". Ok, normale.
Come le esplosioni che si sentono ogni tanto, verso Sud. Il deserto e' un'area di esercitazione militare. E' normale. Come i bus di linea pieni stracolmi di soldati che si spostano il weekend, dove per entrare devi spingere come un forsennato, fingendo di non sentire il gomito (o il mitra?) del soldato dietro di te che vuole salire.
lunedì 3 febbraio 2014
lunedì 27 gennaio 2014
residenze
Yoav ha trovato una casa a Tel Aviv. avevamo previsto che avrei passato il weekend nel sud, ma vista la situazione decido il giovedi' sera che l'indomani mattina sarei partita per dargli una mano a sistemare la casa nel weekend.
"faccio una torta!" dico, ma per la ricetta che voglio fare mi manca il latte. vado dal vicino, Noam. mi dice che dopo 20 minuti parte per il Nord. cosi' niente torta, parto con lui in macchina che e' sera inoltrata.
il viaggio fino al suo paese e' piuttosto lungo, cosi' vengo a sapere che da piccolo ha passato qualche anno in Sud Africa, il papa' era militare e li' insegnava night vision (??) nell'esercito sudafricano. erano ancora i tempi dell'apartheid, e lui a casa aveva una balia nera che si prendeva cura di lui.
non ho potuto fare a meno di pensare alla mammy di Via col vento...
"faccio una torta!" dico, ma per la ricetta che voglio fare mi manca il latte. vado dal vicino, Noam. mi dice che dopo 20 minuti parte per il Nord. cosi' niente torta, parto con lui in macchina che e' sera inoltrata.
il viaggio fino al suo paese e' piuttosto lungo, cosi' vengo a sapere che da piccolo ha passato qualche anno in Sud Africa, il papa' era militare e li' insegnava night vision (??) nell'esercito sudafricano. erano ancora i tempi dell'apartheid, e lui a casa aveva una balia nera che si prendeva cura di lui.
non ho potuto fare a meno di pensare alla mammy di Via col vento...
sabato 18 gennaio 2014
scuola di guerra?
http://www.internazionale.it/portfolio/a-scuola-di-guerra/
al pomeriggio viene a trovarmi una ragazza palestinese che studia all'universita' qui. c'e' anche Yoav.
porta un dolce, parliamo in inglese sorseggiando il the.
ad un certo punto mi chiede se sono cristiana, e realizzo in quel momento che si sta realizzando come una riunione magica di culture attorno a quel tavolo, con mio marito che e' nato in una colonia, lei che indossa il velo e io pallida europea.
poi vedi articoli come quello qui sopra, e ti chedi che cosa debba essere che faccia muovere le persone a farsi male l'un l'altro, e che l'appartenenza razziale e' solo una scusa.
al pomeriggio viene a trovarmi una ragazza palestinese che studia all'universita' qui. c'e' anche Yoav.
porta un dolce, parliamo in inglese sorseggiando il the.
ad un certo punto mi chiede se sono cristiana, e realizzo in quel momento che si sta realizzando come una riunione magica di culture attorno a quel tavolo, con mio marito che e' nato in una colonia, lei che indossa il velo e io pallida europea.
poi vedi articoli come quello qui sopra, e ti chedi che cosa debba essere che faccia muovere le persone a farsi male l'un l'altro, e che l'appartenenza razziale e' solo una scusa.
venerdì 17 gennaio 2014
martedì 14 gennaio 2014
autostop per la piscina
Alle 6.40 busso alla porta di Ofer. Abbiamo appuntamento per andare insieme in piscina ma ancora non lo vedo. Si trova in un kibbutz a una ventina di chilometri da qua, e' ad accesso gratuito per chi abita in questa zona, anche se nessuno chiede veramente niente in entrata.
Arriviamo con un po' di ritardo, l'acqua e' buona e usciamo alle 8, quando si chiude. Solo che Ofer deve andare a Beersheva, verso nord, mentre io vorrei tornare al campus, verso sud, che devo incontrare il professore. Il primo autobus e' solo alle 9. Ofer dice che posso fare autostop, sono una ragazza e sara' facile...
Alla fermata del bus agito le braccia sbraitando verso gli autisti, tanto che uno rallenta passando e mi fa il verso. Allora chiamo Yoav e gli chiedo come si faccia autostop in Israele.
"Braccio inclinato di 45° verso il basso, indice della mano aperta". Provo.
Si ferma un ragazzo che mi porta al primo distributore di benzina. Solo un chilometro, dice, ma gia' ti aiuta. Qui si ferma un signore che va verso il confine egiziano, mi molla all'incrocio per la strada che scende verso sud. Finalmente mi prende su un tizio che mi fa un sacco di domande e arriva a Sde Boker ... Insomma con 5 passaggi entro le 9 sono di nuovo a casa. Tutti maschi. Avra' ragione Ofer?
Arriviamo con un po' di ritardo, l'acqua e' buona e usciamo alle 8, quando si chiude. Solo che Ofer deve andare a Beersheva, verso nord, mentre io vorrei tornare al campus, verso sud, che devo incontrare il professore. Il primo autobus e' solo alle 9. Ofer dice che posso fare autostop, sono una ragazza e sara' facile...
Alla fermata del bus agito le braccia sbraitando verso gli autisti, tanto che uno rallenta passando e mi fa il verso. Allora chiamo Yoav e gli chiedo come si faccia autostop in Israele.
"Braccio inclinato di 45° verso il basso, indice della mano aperta". Provo.
Si ferma un ragazzo che mi porta al primo distributore di benzina. Solo un chilometro, dice, ma gia' ti aiuta. Qui si ferma un signore che va verso il confine egiziano, mi molla all'incrocio per la strada che scende verso sud. Finalmente mi prende su un tizio che mi fa un sacco di domande e arriva a Sde Boker ... Insomma con 5 passaggi entro le 9 sono di nuovo a casa. Tutti maschi. Avra' ragione Ofer?
lunedì 13 gennaio 2014
martedì 7 gennaio 2014
giudizio
Ashdod, grosso porto israeliano sul Mediterraneo.
Mentre sono in attesa del mio turno, nella sala d'entrata dell'ufficio dentistico, la zia di Yoav (lo studio e' dove lavora anche lo zio) commenta con me in inglese sull'uomo religioso [riccioli ai lati, cappello e abiti neri] che e' nella stessa sala con noi, che abbassa la testa e copre gli occhi con le mani ogni volta che la segretaria gli passa davanti, mentre la moglie controlla che lui possa entrare nella sala dentistica quando non ci sono altre donne lungo il corridoio.
Dopo un po' arriva lo zio, che ci spiega che quello e' Rabbi Rambo (rabbi sta per rabbino). Per chi riesce a capire l'inglese potete guardarvi questo link. Una cintura nera di arti marziali che combatteva al fronte...
Arriva il mio turno. Il rumeno/ungherese/ebreo che mi deve togliere il dente parla inglese, che fortuna! Ci mette un minuto, nemmeno me ne accorgo. Mi dice di alzarmi e chiedo dove sia il dente.
On the floor mi dice, sul pavimento... il famoso concetto di igiene israeliano. Amen.
Mentre sono in attesa del mio turno, nella sala d'entrata dell'ufficio dentistico, la zia di Yoav (lo studio e' dove lavora anche lo zio) commenta con me in inglese sull'uomo religioso [riccioli ai lati, cappello e abiti neri] che e' nella stessa sala con noi, che abbassa la testa e copre gli occhi con le mani ogni volta che la segretaria gli passa davanti, mentre la moglie controlla che lui possa entrare nella sala dentistica quando non ci sono altre donne lungo il corridoio.
Dopo un po' arriva lo zio, che ci spiega che quello e' Rabbi Rambo (rabbi sta per rabbino). Per chi riesce a capire l'inglese potete guardarvi questo link. Una cintura nera di arti marziali che combatteva al fronte...
Arriva il mio turno. Il rumeno/ungherese/ebreo che mi deve togliere il dente parla inglese, che fortuna! Ci mette un minuto, nemmeno me ne accorgo. Mi dice di alzarmi e chiedo dove sia il dente.
On the floor mi dice, sul pavimento... il famoso concetto di igiene israeliano. Amen.
sabato 4 gennaio 2014
Qui
Eccomi qui, finalmente, nel weekend a trovare un po' di tempo e tranquillita' per mettermi al computer a scrivere.
Sono atterrata in Israele che e' quasi una settimana, e sono a Sde Boker da poco meno. La radio italiana trasmessa in wi-fi mi annuncia condizioni atmosferiche di un altro mondo, mentre qui durante il giorno i 18 gradi al sole ti fanno chiedere Ma come sara' d'estate? E le piante, poi se son secche adesso, quando si riprenderanno?
Durante la notte la temperatura scende anche sui 6 gradi, cosi' dice il servizio meteorologico nazionale. Non c'e' il riscaldamento nella maggior parte delle case, e si supplisce con un termosifone elettrico con le rotelle, e poi vado a letto presto...
Mi trovo per un mese a occupare la casa di un ragazzo che si trova in Germania. Tramite contatti di amici ancora il primo giorno son riuscita ad entrare qua, visto che lui partiva la sera stessa. Dall'universita' mi avrebbero assegnato una camera in una guest-house che e' poco comfortevole, paragonata all'opportunita' di avere la mia propria cucina. Comunque, ho un mese di tempo per cercare qualcos'altro, e se non ci riesco tornero' li'.
Qui il campus e' un mondo tutto particolare. Si trova a ridosso di uno strapiombo sul deserto, che tutti vengono a visitare piu' che altro per la tomba di Ben Gurion, quel famoso statista che aveva il pallino di far fiorire il deserto. Vicino, a 3/4 km da qua, c'e' un kibbutz da cui ha preso il nome, mentre altre citta'/paesi medio grandi si trovano a una mezzora di macchina da qua.
Siamo talmente remoti che cercano tutti di di aiutarsi l'un l'altro. Le notizie si passano attraverso una mailing list in cui si annunciano l'apertura del bar (aperto soliatamente solo il lunedi mattina, quando si fa tutti colazione con le torte fatte da qualcuno), un passaggio per andare alla piscina, se qualcuno ha perso le chiavi, corsi di yoga/ceramica/capoeira gratis, passaggi verso il centro del Paese ...
Gli studenti sono messi in casette a blocchi di 4 tutte uguali, con una cucinetta, salotto e una camera soppalcata. Con tante finestre che fanno entrare la luce e pannelli solari per scaldare l'acqua. La maggiorparte dei miei colleghi (studenti di specialistica o dottorato) sono sposati o con figli. Ci sono case anche per famiglie.
Nello stesso posto c'e' una scuola di studi ambientali per bambini dalle medie alle superiori. Mentre gli istituti dove faccio ricerca io si occupano di ricerca sul deserto, e vanno dall'energia solare, agricoltura, a ricerca sull'acqua.
Metto un po' di foto su un album, cosi' vi fate un'idea...
Sono atterrata in Israele che e' quasi una settimana, e sono a Sde Boker da poco meno. La radio italiana trasmessa in wi-fi mi annuncia condizioni atmosferiche di un altro mondo, mentre qui durante il giorno i 18 gradi al sole ti fanno chiedere Ma come sara' d'estate? E le piante, poi se son secche adesso, quando si riprenderanno?
Durante la notte la temperatura scende anche sui 6 gradi, cosi' dice il servizio meteorologico nazionale. Non c'e' il riscaldamento nella maggior parte delle case, e si supplisce con un termosifone elettrico con le rotelle, e poi vado a letto presto...
Mi trovo per un mese a occupare la casa di un ragazzo che si trova in Germania. Tramite contatti di amici ancora il primo giorno son riuscita ad entrare qua, visto che lui partiva la sera stessa. Dall'universita' mi avrebbero assegnato una camera in una guest-house che e' poco comfortevole, paragonata all'opportunita' di avere la mia propria cucina. Comunque, ho un mese di tempo per cercare qualcos'altro, e se non ci riesco tornero' li'.
Qui il campus e' un mondo tutto particolare. Si trova a ridosso di uno strapiombo sul deserto, che tutti vengono a visitare piu' che altro per la tomba di Ben Gurion, quel famoso statista che aveva il pallino di far fiorire il deserto. Vicino, a 3/4 km da qua, c'e' un kibbutz da cui ha preso il nome, mentre altre citta'/paesi medio grandi si trovano a una mezzora di macchina da qua.
Siamo talmente remoti che cercano tutti di di aiutarsi l'un l'altro. Le notizie si passano attraverso una mailing list in cui si annunciano l'apertura del bar (aperto soliatamente solo il lunedi mattina, quando si fa tutti colazione con le torte fatte da qualcuno), un passaggio per andare alla piscina, se qualcuno ha perso le chiavi, corsi di yoga/ceramica/capoeira gratis, passaggi verso il centro del Paese ...
Gli studenti sono messi in casette a blocchi di 4 tutte uguali, con una cucinetta, salotto e una camera soppalcata. Con tante finestre che fanno entrare la luce e pannelli solari per scaldare l'acqua. La maggiorparte dei miei colleghi (studenti di specialistica o dottorato) sono sposati o con figli. Ci sono case anche per famiglie.
Nello stesso posto c'e' una scuola di studi ambientali per bambini dalle medie alle superiori. Mentre gli istituti dove faccio ricerca io si occupano di ricerca sul deserto, e vanno dall'energia solare, agricoltura, a ricerca sull'acqua.
Metto un po' di foto su un album, cosi' vi fate un'idea...
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