mi trovo di fronte alla possibilità di una svolta epocale nella mia storia personale, e non so che scelta prendere.
agli ultimi anni di clan, quando ero agli scout, si usava come simbolo della scelta un bastoncino con due rami che rappresentano una biforcazione, come una Y maiuscola.
non credo che possa esistere maniera migliore per rappresentare un momento del genere. si può ben dire di soppesare pro e contro su due piatti della bilancia e in base a quello decidere. ma non sono mai stata brava, e più che col senno solitamente ho deciso per istinto e desiderio di lanciarmi nell'ignoto. ma credo che sia giunto il momento di affrontare la vita in maniera più razionale, o semplicemente pensare una
strategia. gusto il senso della parola tra le labbra. se la penso così mi sento una specie di Napoleone in piedi ad osservare la mappa che ha stesa di fronte a sè sul tavolo, la prossima mossa potrà sembrare fallimentare ma porterà al raggiungimento del risultato. cerco di ricordarmi come mi son sentita nel corso dell'unica partita a risiko che ho giocato, e vinto. la strategia era l'unica cosa che contava. un obiettivo finale, bluffare al momento opportuno, conoscendo le proprie forze e debolezze, e agendo a seconda della necessità sulle une o sulle altre. e ancora: una mossa che può sembrare controproducente può nascondere lo scacco successivo, ma quello MATTO, senza via d'uscita.
ho letto da qualche parte (era Chatwin) che in sanscrito si usa la stessa parola per indicare "pellegrino" e "giocatore di scacchi", che significa "colui che arriva sull'altra sponda". niente di meglio per indicare come mi sento ora. e ancora il verbo "errare".