scrivo dal treno per Beersheva (con la connessione internet gratuita).
davanti alla stazione dalla quale sono partita, a Tel Aviv, oggi pomeriggio hanno accoltellato un soldato di 20 anni, uno dei tanti che trovi in giro, mentre si spostano da casa alla base o chessia. quando l'hanno trovato disteso per strada quelli della Megen David (la 'stella rossa di Davide', l'analogo israeliano della croce rossa, come la 'Mezzaluna rossa' dei Paesi arabi) non respirava e non aveva polso, ma l'hanno recuperato ed ora e' in ospedale, vivo.
nel frattempo qualcuno ha rincorso e poi preso il palestinese di Nablus (non si sa come possa essere arrivato fino a qua) che sembra il responsabile dell'attacco.
davanti alla stazione, stasera, c'erano dei dimostranti di destra che inneggiavano ad un politico scomparso anni fa che augurava l'eliminazione di tutti gli arabi dalla Palestina (cosi' mi ha detto Yoav). mi hanno ricordato una scritta leghista che ho visto su un cavalcavia in Veneto, inneggiante al ritorno di Nerone.
ai binari stavano un paio di soldati, al solito, uno stava seduto leggendo il giornale, un altro portava la bici pieghevole in treno, cuffie dell'ipod nelle orecchie. tranquilli come niente fosse.
c'e' un'abitudine alla temporaneita' in questo Paese che spaventa.
in treno sento parlare in arabo. alla prima fermata mi si siede davanti un soldato, con tanto di mitra, kippah e le fettuccine appese alla cintura (un religioso). io non capisco...