sabato 30 luglio 2011

aeroporto. ritorno

fiumicino. sala d'attesa. sulle panchine di fronte a me sono sedute due famiglie. a sinistra una mamma marocchina dorme assieme ai suoi due figli. lei a terra, loro sui sedili, avvolti in un lenzuolo di spiderman. a fianco: famiglia olandese, deduco. lui occhi azzurri brizzolato, digita i tasti su un mac. lei vietnamita forse, insegna al piccolo a scrivere l'alfabeto...

il personale in servizio sfoggia un inequivocabile accento romanaccio, e la maggior parte si rivolge a me pensando io non sia italiana, come l'addetta alla sicurezza che continua a urlarmi dietro in qualche lingua straniera, convinta che il mio dolce orientale impachettato nel bagaglio a mano possa essere usato come esplosivo nell'aereo.
per chi voleva sapere come è andata la cena di shabbat, consiglio di passarla presso una famiglia accogliente avvolta in una bella casa di legno, che ti fa sentire bene anche se c'è chi ha da partire.
per chi voleva sapere la soluzione possibile al conflitto israelopalestinese, si arrenda ad un ennesimo sapore di amaro in bocca. c'è chi l'ha chiamata "un malato terminale". vada poi a spiegare le guardie di sicurezza, armate di mitra, che stanno di sorveglianza sugli operai palestinesi, assunti per costruire le case negli insediamenti israeliani.
per chi si chieda come sia viaggiare con una matta che regala palloncini colorati a chiunque le vada a genio e si rifiuta di esibire il passaporto alle autorità, guardi il mio sorriso mentre lo racconto.
per chi ancora volesse sapere cosa mi passi per la testa adesso, pensi ad un gruppo di bici che si inerpica sull'appennino.

giovedì 28 luglio 2011

orientando [back to palestine]


Quando si e' in guerra, chi ha ragione?
la irriducibile sionista chiusa nella sua casa bardata di bandierine israeliane, che dice this is the place where jewish have to live? o la vecchina in vesti beduine che vende la menta alla porta di damasco? o i contadini costretti in coda al check point per poter raggiungere i propri campi? o il soldato che dice don't picture me, mi chiede il passaporto, e io penso non vuole niente da me vuole solo chiacchierare, ma intanto lui ha un mitra in mano, e io niente. o chi? le organizzazioni internazionali che qui sono entrate, e in altri paesi ignorano di arrivare?
sia come sia, qui, piu' che in altri posti, il possesso della terra svela il suo senso primordiale.

venerdì 15 luglio 2011

Flying Spaghetti Monsterism

leggo incuriosita un servizio su un ragazzo austriaco che è riuscito a farsi approvare dalla motorizzazione la foto sulla patente nella quale porta uno scolapasta come copricapo. è seguace del pastafarianesimo, una dottrina religiosa che prevede appunto tale usanza.
che cosa buffa, mi dico, e approfondisco le mie conoscenze sulla faccenda. fino a che non scopro in cucina mia mamma che si fa la tinta appoggiando lo specchio sull'asciuga-posate capovolto. che sia in segreto una pastafariana anche lei?

venerdì 8 luglio 2011

caccia grossa

aneddoti. dettagli. il computer spara immagini di voci lontane che non senti da tempo e ti ricordano luoghi e persone passate ad una velocità difficilmente immagazzinabile e digeribile in altrettanta premura.
ma girare con la bicicletta può fare molto di più-

lunedì 4 luglio 2011

dwarfs (un bambino e un nano)

sua madre, se potesse, lui la abbraccerebbe, ma è troppo piccolo per muoversi come vorrebbe.
è troppo piccolo anche per parlare, si esprime solo con gli occhi ed emettendo suoni strani.
si spaventa dei suoi propri rumori.
ci sono anche di quelli che rimangono piccoli, col corpo ma non con le intenzioni. continuano a muoversi come possono. a fatica tengono il passo dei grandi che gli camminano a fianco.
non si ride di loro perchè si sa.

venerdì 1 luglio 2011

Al sabato il sole non manca mai


Lo afferma risolutamente mio zio. Non vuole che lo si contraddica.