- hey guys, there's someone who wants to sleep here, tomorrow's gonna wake up early
- OK
- otherwise i'm gonna call the police
- which one, the israelian or the palestinian?
- i am not joking, sir!
- sorry
- Italians...
- ma perchè ogni volta ci devono prendere per italiani?
venerdì 30 luglio 2010
giovedì 29 luglio 2010
pace!
"shalom!" mi dicono i bambini che abitano qui sotto, mentre entro in casa dalla porta del garage dove giocano. mi preoccupa quando dei palestinesi mi dicono shalom, soprattutto nei territori occupati, perchè può voler dire che mi prendono per una colona israeliana. ma per questi bambini di non più di cinque anni io sono semplicemente straniera, quindi rispondo in arabo "cosa shalom? vengo dall'italia io", sorridono, faccio una smorfia e ridono ancora di più, chiedo i loro nomi, che dimentico in un attimo tranne il classico mohammed e sono sommersa dalla loro esposizione di braccia con tatuaggi e orologi di plastica luccicanti.
ieri passeggiando per le strade di città vecchia a hebron ci è passato davanti un israeliano che faceva jogging con un mitra appeso al collo. c'era anche un matrimonio di coloni sui giardini antistanti la tomba dei patriarchi, ragazze dai capelli raccolti con nastri in testa danzavano leggere sull'erba cantando canzoni yiddish. anche la tomba ha due entrate separate, e questo è incredibile: siccome ci sono sepolti sia abramo che altri patriarchi oltre che le loro mogli, se ne sono spartiti un po' a testa, mentre altre tombe sono condivise, ma dentro stanze da cui si guarda dentro da finestre diverse, protette da un vetro difensivo.
avevo una tensione addosso, pensando alla situazione di fuori, a vedere gli ortodossi pregare freneticamente, protetti dai loro soldati e da almeno due passaggi attraverso un metal detector dove ti viene chiesto se sei cristiano musulmano o ebreo. sulla parete in un angolo c'era un bambino che giocava tra le gambe del papà, vestito alla moda medievale come è costume per gli ortodossi, e i due ricciolini in parte.
lui ha sorriso, e mi ha disteso. almeno loro.
ieri passeggiando per le strade di città vecchia a hebron ci è passato davanti un israeliano che faceva jogging con un mitra appeso al collo. c'era anche un matrimonio di coloni sui giardini antistanti la tomba dei patriarchi, ragazze dai capelli raccolti con nastri in testa danzavano leggere sull'erba cantando canzoni yiddish. anche la tomba ha due entrate separate, e questo è incredibile: siccome ci sono sepolti sia abramo che altri patriarchi oltre che le loro mogli, se ne sono spartiti un po' a testa, mentre altre tombe sono condivise, ma dentro stanze da cui si guarda dentro da finestre diverse, protette da un vetro difensivo.
avevo una tensione addosso, pensando alla situazione di fuori, a vedere gli ortodossi pregare freneticamente, protetti dai loro soldati e da almeno due passaggi attraverso un metal detector dove ti viene chiesto se sei cristiano musulmano o ebreo. sulla parete in un angolo c'era un bambino che giocava tra le gambe del papà, vestito alla moda medievale come è costume per gli ortodossi, e i due ricciolini in parte.
lui ha sorriso, e mi ha disteso. almeno loro.
martedì 27 luglio 2010
luna piena
il nuovo arrivato in casa-ufficio passa una mezzora a meditare, con la luna piena di luglio ci sarà una congiunzione cosmica di pensieri ad un'ora stabilita in cui tutti mediteranno insieme.
...
e mi digo: na paròea no è mal dita se no a è mal capìa
domenica 25 luglio 2010
venerdì 23 luglio 2010
good play
partita di calcio tra internazionali al YMCA di gerusalemme est. io col mio gran daffare ora mi trovo con le gambe a pezzi. altro che orgoglio nazionale, l'irlandese rosso di capelli e di abito batteva tutti..
stasera dorme qui anche uno dell'organizzazione che è arrivato dalla striscia. si ferma per il weekend per staccare un po'. ci racconta delle storie avventurose..
http://www.haaretz.com/print-edition/news/idf-destroys-west-bank-village-after-declaring-it-military-zone-1.303098
http://en.wikipedia.org/wiki/Ketura_(kibbutz)
stasera dorme qui anche uno dell'organizzazione che è arrivato dalla striscia. si ferma per il weekend per staccare un po'. ci racconta delle storie avventurose..
http://www.haaretz.com/print-edition/news/idf-destroys-west-bank-village-after-declaring-it-military-zone-1.303098
http://en.wikipedia.org/wiki/Ketura_(kibbutz)
giovedì 22 luglio 2010
fireworks
a hebron c'è festa per l'uscita degli esiti finali delle scuole superiori. i fuochi d'artificio tuoneggiano da tutte le parti della città, sembrano spari. son cominciati verso le nove di mattina e preseguiranno tutto il giorno, tra feste e balli, e i clacson per le strade.
anche a gerusalemme est ci sono i fuochi d'artificio, quasi tutte le sere. li posso vedere dalla mia camera.
chissà cosa penseranno i precisi israeliani di queste forme di far festa così chiassose e primitive.
anche a gerusalemme est ci sono i fuochi d'artificio, quasi tutte le sere. li posso vedere dalla mia camera.
chissà cosa penseranno i precisi israeliani di queste forme di far festa così chiassose e primitive.
el mukthar
Siamo stati ancora tra le comunità beduine al sud. questa volta è stato molto più forte, avrei dovuto veramente portare la macchina fotografica, ma non so se avrei potuto fare foto in libertà come la volta scorsa. In quelle comunità avevamo incontrato e parlato solo con donne per le faccende della casa (sono loro che curano la pulizia delle latrine ... pulitissime: le usano solo per la doccia!), qui invece c'erano solo tutti uomini a riceverci, che discutevano coi due ingegneri (muhandessin) sulle questioni tecniche del network per portare l'acqua nelle case, tutti seduti a terra su tappeti moderni e cuscini colorati, mentre un beduino con la sciarpa bianca e gli occhi verdi continuava a servire the e caffe, fatto bollire su un tegame tutto nero direttamente sul fuoco dentro la tenda. e anche i bambini, che ascoltavano scalzi in silenzio, erano solo maschi, gli altri uomini presenti saranno stati sulla quarantina, ma non parlavano, parlavano solo tre o quattro degli anziani, anche se alla fine quello che ha deciso per tutti è stato il mukhtar, un vecchio che avrà avuto 70 anni ma ne mostrava una quindicina di più, con cinque denti marroni in tutto e un occhio strabico coperto dalla cataratta, le unghie dei piedi lunghe e una kefia rossa e il gilè. oh, il gilè con almeno quattro tasche (piene) sul davanti e le scarpe devono essere una cosa che ti danno col raggiungimento della terza età, mica roba da tutti!
e questa volta la comunità sarà stata di almeno 500 persone, tutte sparse tra 3-4 colline adiacenti, e ogni volta che ci avvicinavamo a un gruppo di case con la macchina usciva un paio di bambini, sempre scalzi, e sorridenti. qui, che hanno un permesso per cui possono costruire, le tende sono case in muratura, o lamiera e legno e pezzi di macchine. però tutto intorno l'area è delimitata da dei blocchi di cemento che segnalano il limite dell'area militare israeliana dove non si può passare, tanto meno costurire. provate a immaginare colline di sassi e sabbia a perdita d'occhio, sole a picco, strade bianche che passano da una collina all'altra e tutto d'un tratto dei blocchi di cemento a segnare il limite invalicabile, per farci cosa poi, dei beduini che pascolano capre e cammelli...
poi sulle colline in lontananza vedi qualche macchia verde sulle sommità, segno di qualche insediamento...
e questa volta la comunità sarà stata di almeno 500 persone, tutte sparse tra 3-4 colline adiacenti, e ogni volta che ci avvicinavamo a un gruppo di case con la macchina usciva un paio di bambini, sempre scalzi, e sorridenti. qui, che hanno un permesso per cui possono costruire, le tende sono case in muratura, o lamiera e legno e pezzi di macchine. però tutto intorno l'area è delimitata da dei blocchi di cemento che segnalano il limite dell'area militare israeliana dove non si può passare, tanto meno costurire. provate a immaginare colline di sassi e sabbia a perdita d'occhio, sole a picco, strade bianche che passano da una collina all'altra e tutto d'un tratto dei blocchi di cemento a segnare il limite invalicabile, per farci cosa poi, dei beduini che pascolano capre e cammelli...
poi sulle colline in lontananza vedi qualche macchia verde sulle sommità, segno di qualche insediamento...
sabato 17 luglio 2010
weekend di sano turismo
La via dolorosa. se ci fosse Gesù oggi la percorrerebbe tutto circondato di negozietti affacciati sulla strada che gli offrono mille gadget turistici, tra borse, teli appesi, incenso, ceramiche palestinesi. lo so che è un anacronismo insensato, ma provate a immaginare...

Chiesa del santo sepolcro. allora se guardate bene sulla facciata d'entrata sopra a un cornicione c'è una scaletta. mi han detto che è rimasta li dai tempi dello statu quo che regola accessi e spazi nella chiesa, da allora niente può essere toccato, e la piccola scala di legno rimane immortalata nelle foto dei turisti di mezzo mondo. alè. invece in basso a destra ci sono delle "croci di prova", per il turista volenteroso che si voglia immedesimare.

e dentro: la coda, col frate dell'ordine religioso di turno che regola le entrate. e mi arrendo come turista singolo alle comitive che in un colpo solo mettono trenta persone tra me e la meta.

comunque, un ragazzo che lavora con me mi ha detto che qui è il posto migliore per smettere di essere credenti. invece a me pare, per rispondere a mia sorella, che qui c'è tanta ricchezza che l'animo ne è per forza scosso.. la quantità di contrasti e contraddizioni confonderebbe chiunque. la terra stessa è piena di contrasti. dal deserto caldo torrido di jerico, centinaia di metri sotto il livello del mare, alle colline verdi verso il mediterraneo. e come non bastasse l'uomo ci aggiunge del suo...


bisogna tenersi informati...
http://temi.repubblica.it/limes/viaggio-in-palestina-tuwani/13782
http://www.haaretz.com/print-edition/features/the-brain-tumor-method-of-leaving-gaza-1.302722
Chiesa del santo sepolcro. allora se guardate bene sulla facciata d'entrata sopra a un cornicione c'è una scaletta. mi han detto che è rimasta li dai tempi dello statu quo che regola accessi e spazi nella chiesa, da allora niente può essere toccato, e la piccola scala di legno rimane immortalata nelle foto dei turisti di mezzo mondo. alè. invece in basso a destra ci sono delle "croci di prova", per il turista volenteroso che si voglia immedesimare.
e dentro: la coda, col frate dell'ordine religioso di turno che regola le entrate. e mi arrendo come turista singolo alle comitive che in un colpo solo mettono trenta persone tra me e la meta.
comunque, un ragazzo che lavora con me mi ha detto che qui è il posto migliore per smettere di essere credenti. invece a me pare, per rispondere a mia sorella, che qui c'è tanta ricchezza che l'animo ne è per forza scosso.. la quantità di contrasti e contraddizioni confonderebbe chiunque. la terra stessa è piena di contrasti. dal deserto caldo torrido di jerico, centinaia di metri sotto il livello del mare, alle colline verdi verso il mediterraneo. e come non bastasse l'uomo ci aggiunge del suo...
bisogna tenersi informati...
http://temi.repubblica.it/limes/viaggio-in-palestina-tuwani/13782
http://www.haaretz.com/print-edition/features/the-brain-tumor-method-of-leaving-gaza-1.302722
mercoledì 14 luglio 2010
me gringo
lungo la strada incrociamo sempre delle torrette di avvistamento lungo il muro, ma non si possono fotografare.
oggi sono stata con una ragazza palestinese che lavora con noi, che andava a fare le interviste sull'uso delle latrine costruite in un progetto dell'anno scorso per le comunità-famiglie di beduini. le famiglie sono nuclei da 30 persone e abitano nelle tende. tante sono donate dagli aiuti umanitari, cosa complicata da fare, perchè in zone dove non è permesso costruire. ciononostante nelle colline attorno ci sono degli outpost israeliani, che rimangono in attesa di autorizzazione, e colonie, che col tempo diventano città vere e proprie. sono riconoscibili facilmente dai tetti a spiovente e dal fatto che ce ne sono tante vicine in serie tutte uguali, tipo ville a schiera. anche gli insediamenti non si possono fotografare, perchè considerati aree militari. ho messo altre foto on-line. ho cercato di fotografare tanti paesaggi per rendere l'idea. perchè gli ulivi e i campi di uva in questa terra di sabbia e sassi fanno davvero un bell'effetto.
e poi mi sentivo troppo gringo, con i miei teli larghi di lino addosso e la mia testa chiara, trasportata in giro da un tipone con la jeep che si inerpicava sui saliscendi.
un sorriso,
oggi sono stata con una ragazza palestinese che lavora con noi, che andava a fare le interviste sull'uso delle latrine costruite in un progetto dell'anno scorso per le comunità-famiglie di beduini. le famiglie sono nuclei da 30 persone e abitano nelle tende. tante sono donate dagli aiuti umanitari, cosa complicata da fare, perchè in zone dove non è permesso costruire. ciononostante nelle colline attorno ci sono degli outpost israeliani, che rimangono in attesa di autorizzazione, e colonie, che col tempo diventano città vere e proprie. sono riconoscibili facilmente dai tetti a spiovente e dal fatto che ce ne sono tante vicine in serie tutte uguali, tipo ville a schiera. anche gli insediamenti non si possono fotografare, perchè considerati aree militari. ho messo altre foto on-line. ho cercato di fotografare tanti paesaggi per rendere l'idea. perchè gli ulivi e i campi di uva in questa terra di sabbia e sassi fanno davvero un bell'effetto.
e poi mi sentivo troppo gringo, con i miei teli larghi di lino addosso e la mia testa chiara, trasportata in giro da un tipone con la jeep che si inerpicava sui saliscendi.
un sorriso,
lunedì 12 luglio 2010
me e il cous cous
ogni volta che provo ad entrare nel blog mi compare questa cosa
a gerusalemme
e questa a hebron
viva il cous cous con la verdura e lo jogurt
una foto è d'obbligo
a gerusalemme
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סיסמה: (?)
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e questa a hebron
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viva il cous cous con la verdura e lo jogurt
una foto è d'obbligo
domenica 11 luglio 2010
1° giorno di lavoro
in ufficio alle 8.30, hebron.
qualche saluto in arabo, caffè o the? con zucchero? (l'uomo delle pulizie, non parla inglese)
e comincia la giornata.
ho una scrivania, e il mio computer, connessione wireless.
non ho ben capito cosa devo fare ma mi sto cercando di orientare..
la mia capo progetto parla con mahmoud della ong locale, sembra che lui non abbia molta voglia di fare: mancano 78 famiglie da intervistare ancora e lui dice che oggi finisce.
frasi estrapolate da un contesto e da un altro.
lungo la strada sabbia e sabbia e muretti a secco e qualche ulivo, qualche carretto ogni tanto, per il resto le by-pass road [strade costruite per i coloni che evitano di attraversare i centri arabi ndr] sembrano autostrade europee, con luci e gallerie...
le colonie si riconoscono da lontano. e si riconoscono anche dagli outpost, insediamenti temporanei che attendono approvazione: cavi elettrici tirati alla buona, case tipo container. dopo l'approvazione da parte dell'autorità israeliana possono costruire case vere e proprie.
[le colonie sono gli insediamenti (settlements) di israeliani in territorio palestinese, vale a dire Cisgiordania (West Bank)]

Mappa della spartizione secondo i confini del 1967 (Green Line)
qualche saluto in arabo, caffè o the? con zucchero? (l'uomo delle pulizie, non parla inglese)
e comincia la giornata.
ho una scrivania, e il mio computer, connessione wireless.
non ho ben capito cosa devo fare ma mi sto cercando di orientare..
la mia capo progetto parla con mahmoud della ong locale, sembra che lui non abbia molta voglia di fare: mancano 78 famiglie da intervistare ancora e lui dice che oggi finisce.
frasi estrapolate da un contesto e da un altro.
lungo la strada sabbia e sabbia e muretti a secco e qualche ulivo, qualche carretto ogni tanto, per il resto le by-pass road [strade costruite per i coloni che evitano di attraversare i centri arabi ndr] sembrano autostrade europee, con luci e gallerie...
le colonie si riconoscono da lontano. e si riconoscono anche dagli outpost, insediamenti temporanei che attendono approvazione: cavi elettrici tirati alla buona, case tipo container. dopo l'approvazione da parte dell'autorità israeliana possono costruire case vere e proprie.
[le colonie sono gli insediamenti (settlements) di israeliani in territorio palestinese, vale a dire Cisgiordania (West Bank)]

Mappa della spartizione secondo i confini del 1967 (Green Line)

Mappa della West Bank con delineato il muro costruito e in costruzione/progettato
sabato 10 luglio 2010
Mi han detto
devi stare attento a come ti vesti. qui anche all'interno della stessa religione ci sono simboli che contraddistinguono nettamente categorie diverse (colori, tipi di abito..)
venerdì 9 luglio 2010
giovedì 8 luglio 2010
arrivata!
- appunti di viaggio -
in attesa che apra il check in, arriva un gruppo numeroso tra signore, consorti, ragazze, e un frate. e mi dico che in questo posto ci vogliono andare veramente un sacco di persone, per le ragioni più svariate. ma ci staremo poi tutti in quel piccolo pezzo di terra??
mi chiama la mamma, sento gli uccellini in sottofondo e so già che mi mancheranno.
fotografo la fine dell'italia, l'ultimo lembo di puglia sul golfo di taranto.
nel frattempo invento un nuovo gioco, si chiama "pensa a cosa sta facendo qualcuno in questo momento in qualche parte del mondo", si fanno diverse congetture ed è molto libero, serve a distrarre l'animo..
Atterraggio, la prima cosa che mi salta all'occhio è il contrasto tra gli edifici e l'ambiente: è deserto e ci fanno i palazzi di 20 piani! S.P.Q.I. direbbe un irriducibile gallico.
Accoglienza, arrivo a casa-ufficio, monte degli ulivi, saliscendi anti-pedoni. La casa vista da fuori: villa kitsch di gusto tutto locale.
Vista dall'ufficio: il mar morto e la giordania in fondo, un insediamento in primo piano.
Vista dalla camera: una scarpata usata all'occorrenza come discarica, bambini che si fiondano in discesa con una piccola bicicletta, urla di bambini (inevitabile confronto col cairo: molta meno confusione per strada).
mi insedio in camera: la donna delle pulizie a quanto pare è bloccata dall'altra parte del muro da qualche settimana, improvviso una maxi-pulizia secondo i criteri luciana, ma devo lottare contro il vento che ricaccia dentro altra polvere-sabbia.
andiamo fuori per cercare un adattatore per il mio computer. in un negozio di frutta mi dò da fare parlando in egiziano, ordino un melone (kantalup) e mi portano un'anguria!
le targhe palestinesi sono verdi
quelle israeliane gialle
(le une non possono andare dove le altre invece vanno).
così avrò due telefoni: uno palestinese e uno israeliano
(gli uni non prendono dove gli altri prendono).
è tardi, i galli già cantano, a mezzanotte [S.P.Q.I.]
_ stop _
in attesa che apra il check in, arriva un gruppo numeroso tra signore, consorti, ragazze, e un frate. e mi dico che in questo posto ci vogliono andare veramente un sacco di persone, per le ragioni più svariate. ma ci staremo poi tutti in quel piccolo pezzo di terra??
mi chiama la mamma, sento gli uccellini in sottofondo e so già che mi mancheranno.
fotografo la fine dell'italia, l'ultimo lembo di puglia sul golfo di taranto.
nel frattempo invento un nuovo gioco, si chiama "pensa a cosa sta facendo qualcuno in questo momento in qualche parte del mondo", si fanno diverse congetture ed è molto libero, serve a distrarre l'animo..
Atterraggio, la prima cosa che mi salta all'occhio è il contrasto tra gli edifici e l'ambiente: è deserto e ci fanno i palazzi di 20 piani! S.P.Q.I. direbbe un irriducibile gallico.
Accoglienza, arrivo a casa-ufficio, monte degli ulivi, saliscendi anti-pedoni. La casa vista da fuori: villa kitsch di gusto tutto locale.
Vista dall'ufficio: il mar morto e la giordania in fondo, un insediamento in primo piano.
Vista dalla camera: una scarpata usata all'occorrenza come discarica, bambini che si fiondano in discesa con una piccola bicicletta, urla di bambini (inevitabile confronto col cairo: molta meno confusione per strada).
mi insedio in camera: la donna delle pulizie a quanto pare è bloccata dall'altra parte del muro da qualche settimana, improvviso una maxi-pulizia secondo i criteri luciana, ma devo lottare contro il vento che ricaccia dentro altra polvere-sabbia.
andiamo fuori per cercare un adattatore per il mio computer. in un negozio di frutta mi dò da fare parlando in egiziano, ordino un melone (kantalup) e mi portano un'anguria!
le targhe palestinesi sono verdi
quelle israeliane gialle
(le une non possono andare dove le altre invece vanno).
così avrò due telefoni: uno palestinese e uno israeliano
(gli uni non prendono dove gli altri prendono).
è tardi, i galli già cantano, a mezzanotte [S.P.Q.I.]
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