Dita che si muovono frenetiche sulla tastiera, dita che tirano la coperta sgualcita e malodorante nella notte passata sul marciapiede in balia di ogni cosa, dita che colorano disegnano nasi storti con matite spuntate, dita che puntano al cielo senza rumore, dita che stringono senza sapere
Memorie e passi d’altri ch’io calpesto, su stanchezze di secoli, in alterna cadenza, gioia che riannoda dolore che inchioda