domenica 23 febbraio 2014

sun-days

e' sempre cosi' strano trovarmi ad iniziare la settimana la domenica, pensando voi in Europa e nel resto del mondo ancora a vivere il finesettimana di riposo...

giovedì 20 febbraio 2014

nuova casa e i mandorli in fiore




al supermercato israeliano

mi chiama Boris per offrirmi un passaggio a una citta' a mezzora da qui per andare a fare la spesa. ottimo, accetto. in macchina con noi anche Masha e Aessaia, una ragazza dal Kazakhstan. tra loro parlano in russo. cosi' come qui i russi con i georgiani e gli armeni.
al banco della frutta e verdura prendo le cose e le metto mescolate in un unico sacchetto, voglio risparmiare plastica. la frutta e verdura, come da regola, le pesa e prezza la cassiera quando vado a pagare alla cassa.
dopo aver tirato fuori dal sacchetto i cetrioli e essere passata ai pomodori, questa bionda cottonata mi comincia a urlare con accento russo cose che non capisco ma intuisco, affaccendata con gli altri due sacchetti pieni di cibo che le ho presentato.
con il mio ebraico rotto le dico "io da italia. in italia questo bene. mi spiace, io non so". oh la', un po' di ecologia insomma...

mercoledì 12 febbraio 2014

wonder-woman

appuntamento alle 6.30 al parcheggio. non conosco Atalya ancora, ma ha messo l'annuncio in mailing list e sono l'unica ad aver risposto. nel percorso in macchina fino alla piscina scopro di stare con una specie di donna bionica che fa ogni sorta di sport. nell'esercito allenava i soldati da combattimento, mi spiega, ma quelli che lanciavano le bombe a mano contro i carri armati. mi fa segno con le mani delle dimensioni delle bombe e dei loro nomi, ma non afferro tutto. dice che dove abitiamo e' un posto tranquillo per quanto riguarda la guerra, abbastanza lontano da ogni confine. e' solo una noia che sia cosi' pieno di basi militari nel deserto: l'anno scorso durante l'operazione contro Gaza era veramente noioso dover aspettare in coda i veicoli militari cosi' frequenti, insomma, poi arrivava in ritardo...
adesso insegna ginnastica ai bambini delle elementari.

sabato 8 febbraio 2014

altro viaggio verso tel aviv

ancora un passaggio per il Nord. con me oltre al guidatore c'e' un ragazzo che vive in un kibbuts verso il confine con il Libano. l'avevo incontrato gia' all'alba dello stesso giorno, che faceva lezione di kung-fu di fronte allo strapiombo sul deserto.
da una mia domanda esce l'argomento di cosa facesse quando era nell'esercito, uno dei miei preferiti. Itamar, cosi' si chiama, aggiustava i carri armati, la sua base era nella striscia di Gaza. racconta in tranquillita' aneddoti come quello su un soldato scampato due volte per miracolo dal carro armato in fiamme, e spiega che le donne non possono far parte delle squadre, perche' dentro quella scatola da guerra ci si fa tutto, quando ci rimangono dentro per piu' giorni.
racconta ancora di quando nei turni di guarda sorvegliava la colonia di Netzarim, famosa per essere abitata da estremisti di destra, e di quando ha partecipato alla rimozione dei coloni che non volevano evacuare, in seguito al piano di disimpegno da Gaza. mi chiedo se abbia incontrato anche mia suocera ai tempi...

mercoledì 5 febbraio 2014

e' normale

Negli ultimi due giorni la quantita' di aerei militari che passano sopra la mia testa e' aumentata in maniera notevole. Si sentono passare ad alta velocita', dalle 7 di mattina alle 11 di sera. Alle prime ti spaventi, poi devi fare finta di nulla, tanto non cambia.
Quando chiedo a qualcuno, a chi mi capita intorno, ricevo le risposte piu' svariate: dal "Devi tenere guardate le notizie, vuol dire che stanno per attaccare da qualche parte" (vanno verso ovest ... Gaza??) al "Non ti devi preoccupare, fanno esercitazioni, e questo avviene solo quando non c'e' nessuna guerra in corso". Ok, normale.
Come le esplosioni che si sentono ogni tanto, verso Sud. Il deserto e' un'area di esercitazione militare. E' normale. Come i bus di linea pieni stracolmi di soldati che si spostano il weekend, dove per entrare devi spingere come un forsennato, fingendo di non sentire il gomito (o il mitra?) del soldato dietro di te che vuole salire.