fuori fa piu' caldo che dentro, ma io sono chiusa in casa con 38 che sale e scende.
tira un vento forte e caldo che spira da ovest (Egitto, deserto del Sahara) e il cielo e' tutto bianco, di un candore strano. e' successo anche una decina di giorni fa, dicono che sia una tempesta di sabbia. fatto sta che non si vedono le colline attorno, e pare che il cielo ci stia cadendo sulla testa.
in assenza di medicine adeguate, scrivo alla mailing-list del campus. mi rispondono subito in tanti, chi si offre di comprarle a Beersheva, chi mi fa gli auguri. alla fine viene Isa, una ragazza brasiliana rotonda, mi porta: paracetamolo, vitamina C, anti-infiammatorio, novalgina, un termometro e un piatto di un riso misto con tante cose e peperoni crudi. gnam!