domenica 15 aprile 2012
sindrome da saluto ai parenti/cari
i sintomi sono chiari, così come il decorso.
rumore sordo della porta che si chiude. tu sei fuori, gli altri sono dentro. una fitta lancinante nel petto, tenti di trattenere le grosse lacrime che premono sulle palpebre, è tutto così improvviso. i primi dieci minuti [variabili: 10, o più, o meno] ti pare di andare incontro al vuoto eterno. poi ti fai piano piano avvolgere dallo scenario attorno, dal paesaggio mutevole che diventa altro, fino a che la lontananza torna ad essere abitudine, e tu a vivere il presente che hai.
rumore sordo della porta che si chiude. tu sei fuori, gli altri sono dentro. una fitta lancinante nel petto, tenti di trattenere le grosse lacrime che premono sulle palpebre, è tutto così improvviso. i primi dieci minuti [variabili: 10, o più, o meno] ti pare di andare incontro al vuoto eterno. poi ti fai piano piano avvolgere dallo scenario attorno, dal paesaggio mutevole che diventa altro, fino a che la lontananza torna ad essere abitudine, e tu a vivere il presente che hai.
mercoledì 11 aprile 2012
Dipartita
mi sveglio alle 7.30 chiedendomi ancora come abbia fatto 3 ore prima a guidare la macchina dall'aeroporto fino a qua, mentre fuori nevica e nella mia testa si mescolano immagini di senegalesi che attendono alla linea sbagliata all'aeroporto, la tensione del checkpoint e mitra al collo di soldati svogliati, il pane senza lievito dentro la borsa, uova sode - uova bollite - uova strapazzate - pane di uova - uova col pane - uova nel minestrone - tonno con le uova - insalata di uova - torta di uova, cactus e piante immaginiche in un eden contemporaneo, il sole del deserto che ti scotta la testa per giorni, un bambino che piange in aereo, parole in arabo in ebraico in inglese, i grattacieli illuminati di tel aviv dall'alto che delimitano la linea nera del mare, discorsi di politica e costume e religione che inevitabilmente questo posto porta a fare.
venerdì 6 aprile 2012
Questione di abitudini
Guardo una famiglia di haredim mangiare a cena al ristorante seguendo una serie di rituali, per loro abitudinari. E provo ad immaginarli come se fossero dei vegetariani. O qualsiasi appartenente a un partito politico, o a un altro credo che porti ad avere determinate abitudini, "diverse" dagli altri. Abitudini che, se da un lato mettono l'individuo in disparte nella societa', dall'altro gli permettono di sentirsi parte di un gruppo, per qualcosa in cui lui veramente crede. Allora per noi "normali" forse e' solo una questione di abituarsi all'idea di qualcosa di diverso, prenderlo per una cosa che puo' esserci, come i vegetariani, che, almeno per me, sono piu' facili da accettare.
mercoledì 4 aprile 2012
Arrivo
"Scopo della sua visita?"
"Sono venuta a visitare la famiglia con il mio ragazzo che è israeliano, solo che lui ha fatto la fila per i passaporti israeliani"
"Ah, e dove vi siete conosciuti?"
"In Italia"
"E cosa fa lui la?"
"Una scuola di violini"
"Come scusa?"
(e faccio il gesto di suonare un violino) "Co-stru-i-sce vio-li-ni"
"E tu come ti mantieni?"
"Io? Faccio l'insegnante"
"E come fanno i tuoi alunni senza insegnante in questi giorni?"
"C'è pesakh anche in Italia adesso"
"Cosa vuoi dire?"
"Voglio dire che adesso anche da noi è pasqua. Sono in vacanza da scuola"
"Hm. Come pronunci il tuo nome?"
"Come scusi? Non ho capito, c'è un bambino che piange qui fuori"
"Co-me pro-nu-nci il tu-o no-me?"
"Ah, Anna Zanchetta"
"annàzanketttà?"
"No, Anna Zanchetta, non c'è l'accento alla fine"
"AnnaZankhettah?"
"Allora sono due parole: Anna è il nome, Zanchetta è il cognome. Anna Zanchetta"
"Hm, e come pronunci il nome del tuo ragazzo?"
dove abita? e dove starete a pasqua? e ? e… e? e buone feste…
lunedì 2 aprile 2012
pasqua in terra santa - partenza
il nostro viaggio comincia da una cena in una casetta sul lago maggiore, ospiti di un pilota inglese della easyjet che in questo momento si trova in marocco, bloccato da uno sciopero in francia. ci ospita la sua ragazza francese disegnatrice di fumetti, curiosa di storie. domani scendiamo a malpensa, sempre a scanso di scioperi.
la professoressa di religione mi ha chiesto di portarle un hamenorrah, il candelabro a 7 braccia simbolo della religione ebraica. mi sono informata: il candelabro originale si dice sia stato portato via dai romani ai tempi della distruzione del tempio, era fatto da un pezzo unico di oro e non e' stato piu' trovato. sara' dura portarglielo come souvenir.
la professoressa di religione mi ha chiesto di portarle un hamenorrah, il candelabro a 7 braccia simbolo della religione ebraica. mi sono informata: il candelabro originale si dice sia stato portato via dai romani ai tempi della distruzione del tempio, era fatto da un pezzo unico di oro e non e' stato piu' trovato. sara' dura portarglielo come souvenir.
Iscriviti a:
Post (Atom)