quando sono arrivata il mio paesino era così
milano. valeva la pena andarci, anche solo per vedere cose tipo le scarpe azzurre dal tacco vertiginoso di un ragazza nella metro, un uomo col colbacco nel bar della stazione
ma soprattutto per le mille storie di vita vissuta che anche se non le raccontavano i miei amici le avevano nello sguardo
immagini di paesi lontani, barche ormeggiate al sole sulla spiaggia di isole esotiche, donne asiatiche che lavano i panni, perline colorate masai, il nome della dea bambina indu (kumari), storie dell'africa nera, burroni vertiginosi sulle ande, bimbi sporchi di terra rossa, uno alla ricerca di una sorgente in mezzo alla savana
spero di sognare tanti sogni questa notte
