martedì 30 novembre 2010

ritorni

a guidare di notte, sotto la neve, pare di stare dentro star wars. peccato perdere il panorama bianco di fuori, poterlo solo intuire.
quando sono arrivata il mio paesino era così

milano. valeva la pena andarci, anche solo per vedere cose tipo le scarpe azzurre dal tacco vertiginoso di un ragazza nella metro, un uomo col colbacco nel bar della stazione

ma soprattutto per le mille storie di vita vissuta che anche se non le raccontavano i miei amici le avevano nello sguardo
immagini di paesi lontani, barche ormeggiate al sole sulla spiaggia di isole esotiche, donne asiatiche che lavano i panni, perline colorate masai, il nome della dea bambina indu (kumari), storie dell'africa nera, burroni vertiginosi sulle ande, bimbi sporchi di terra rossa, uno alla ricerca di una sorgente in mezzo alla savana
spero di sognare tanti sogni questa notte

domenica 28 novembre 2010

col sapore in bocca

in treno mi sono seduta a fianco a un signore anziano, dall'aspetto distinto e franco, due occhi azzurri tra le palpebre rugose, che leggeva un "libro digitale" in inglese.
"da dove viene?"
dagli stati uniti mi risponde. veramente mi dice il nome dello stato di provenienza che non capisco. spesso succede che un americano ti dica il nome dello stato, ma per te che sei qua la maggiorparte sono solo nomi appena sentiti e che non sapresti certo localizzare su una mappa.
glielo dico, e divertito mi dice che capisce. va a venezia, non è la prima volta, dato che quando era nelle air force 50 anni fa l'avevano spedito in germania.
WOW, chissà quante storie può raccontarmi uno così, penso.
e invece sono io a raccontargli, con la mappa distesa sul sedile di fronte, che il treno lo porta dritto all'isola e che a venezia non ci sono i quartieri ma i sestrieri, e che il civico lo numerano per sestriere sicchè è impossibile trovarlo se non hai qualche altra indicazione.
e così quando scendo mi dice "thank you for educating me"
mentre io rimango con una voglia inaspettata di andare in america, a incontrare altra gente dalla mente così aperta e un modo di fare così pratico.

ringrazio le FS per le loro indicazioni su come si scende dalla parte "giusta" di un treno

venerdì 26 novembre 2010

musica nelle orecchie e bianco fuori dal finestrino
simple life, easy way

mercoledì 24 novembre 2010

prima o poi

i nodi vengono al pettine, dice mia mamma, e anche un misterioso puzzle trova soluzione...
e così stamattina a ricevimento i genitori si son complimentati per come spiego, che i figli finalmente pare che capiscano.
e così è ricomparsa anche la verifica scomparsa, sulla quale non ho dormito stanotte.
fortuna che ho una mamma saggia, o che le cose vanno come devono andare.
che poi è una citazione (link da ascoltare)

martedì 23 novembre 2010

sotto la neve (3)

(e speriamo sia anche l'ultima puntata)
stanotte non ha nevicato, ma l'umidità che c'era nell'aria e le temperature sottozero hanno ghiacciato le portiere della macchina, che non ne volevano sapere di aprirsi.
a scuola a piedi.
in super-ritardo con verifica in classe alla prima ora. fortuna che una buon'anima di trentino mi ha dato un passaggio.

lunedì 22 novembre 2010

sotto la neve (2)

precauzione vana, quella di pulire la macchina dalla neve, che stamattina era così:

a scuola a piedi!

domenica 21 novembre 2010

sotto la neve


la mia valle questa sera è sommersa nelle nuvole. sono scesa a scrostare la neve dal vetro della macchina, si sa mai che stanotte la temperatura si abbassa, e domattina è tutto ghiacciato..

venerdì 19 novembre 2010

rimedi naturali

nella bibioteca del paese vendono al prezzo di 1 euro dei libri che non vogliono più tenere in catalogo, volumi datati o malandati. ne ho trovato uno che si intitola Il mio erbario. ci sono dentro tutte ma proprio tutte le erbe possibili, e come usarle tra decotti, infusi, tinture, impacchi, cataplasmi... ma l'ho preso soprattutto perchè inizia con
L'ABETE E IL PINO
« Abete, mio bel re dei boschi, come amo il tuo verde ...»

ditemi di che dolore soffrite e vi dirò che rimedio usare, pescandolo tra le piante del mio erbario.

domenica 14 novembre 2010

venerdì 12 novembre 2010

a testa in giù

lucia studia un libro sulle fiction italiane. mentre cucina le cipolle comincia a lacrimare. mi torna in mente akihiro, che per evitare di piangere metteva dei pezzi di carta dentro le narici mentre tagliava le cipolle.
stamattina una ragazzina non capiva come mai se la terra gira noi non ci muoviamo. le ho detto che in australia la gente non cade perchè rimane attaccata alla terra con una catena ai piedi. e poi le ho detto che quando torna a casa da scuola lei non si muove, ma lo fa il pulmino per lei. chissà se ha capito. di certo han capito che da sud la terra si vede girare in un altro modo rispetto che da nord. con il mappamondo in mano!

lunedì 8 novembre 2010

Istruzioni

"Conservare il prodotto in frigorifero a 4°", tanto vale che lo metto fuori in terrazzo, mi dico. Stasera ci sono 3° fuori alle cinque di sera. Dilemma:ce la metto la coperta sopra la macchina, visto che danno pioggia per altri due giorni?

giovedì 4 novembre 2010

la centesima pecora

sento suonare le campane a un'ora insolita. esco di casa a vedere, c'è un braciere acceso in mezzo alla piazza. "che cos'è?" chiedo alla filippina che incauta si è affacciata a una finestra, col freddo che fa. "c'è la messa per i caNuti" mi risponde. "la messa per cosa?". "la messa per i caDuti, i caduti della guerra! e poi c'è la castagnata, dicono". Il finale lascia un po' di dubbio, ma promette bene, mi dico.
salgo le scalette di corsa, entro in chiesa. a breve entrano anche gli alpini, con il loro stendardo alzato, gli stemmi, le barbe, e i vigili del fuoco volontari.
che roba! con la trombetta han suonato la best-hit delle montagne, compresa madonna delle nevi e altre tipo il-piave-mormorò-non-passa-lo-straniero, con le vecchiette che non riuscivano a trattenere le parole della canzone tra le labbra, mentre eravamo tutti riuniti attorno al Monumento ai caduti.
e quindi tutti in piazza, per le castagne che ti lascian le dita nere e il vin brulè a scaldare gli animi.

mercoledì 3 novembre 2010

versioni

sconsigliato vivamente dormire nella stanza in cui sta dormendo roberto. russa. con una gamma incredibile di suoni diversi. ma non temete, non appena esausti vi alzerete dal letto cercando qualsiasi strumento per coprirvi le orecchie e cercare sollievo (io sono ricorsa a un paio di cuffie che mi parevano abbastanza buone), lui smetterà immediatamente.
e ricordate: Ognuno ha la sua linea del Piave da non attraversare.