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martedì 21 aprile 2015
anche quest'anno
Israele celebra il giorno della memoria, memoria dei morti (israeliani-ebrei-giudei) in guerra. Ne ho gia' parlato l'anno scorso. c'e' un articolo che descrive alcuni eventi che accadono qui in citta' e un'iniziativa -che cerchremo di seguire dal computer- su Internazionale:
http://www.internazionale.it/ opinione/sivan-kotler/2015/04/ 21/un-elenco-che-continua-a- crescere
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sabato 4 aprile 2015
Pasqua con chi vuoi
E cosi' ci risiamo anche quest'anno, con la Pasqua cattolica e quella ebraica (pesach) che coincidono.
Passiamo la cena di pasqua a casa dei suoceri il giorno di venerdi' santo con un paio di amici italiani che sono venuti a trovarci, uno arriva dal Congo. La conversazione va inevitabilmente a finire sull'Africa e cose che accadono intorno a lui, la curiosita' e' generalizzata.
La sorpresa della serata pero' per me e' il solito invitato russo, un personaggio che parla poco, con accento russo molto forte sia in ebraico che nel suo lento inglese. Magro, magro, pelle smunta sul volto e occhiale da topo di biblioteca, indossa la stessa camicia di flanella marrone-verde da 4 anni che lo vedo invitato dai miei suoceri per la cena di pesach, mentre la moglie, russa anche lei, e' piu' elegante e confacente all'atmosfera di festa e celebrazione.
Se ne interviene solo due volte, in una esordisce cosi': "Un certo tale -non ho registrato il nome- ha spiegato quale e' la differenza tra i bianchi e i neri [dice proprio cosi'], ed e' che nei Paesi del Nord faceva sempre tanto freddo e la gente e' stata costretta a inventare l'agricoltura (la scrittura) per sopravvivere, mentre nel Sud la frutta e la verdura crescono sugli alberi e la possono raccogliere direttamente", per quello non sono sviluppati - conclusione implicita. Ne nasce un dibattito interessante del quale ometto qui le ragioni principali, ma rimane sempre il dubbio: dove l'avra' mai sentita questa teoria?
Mentre leggiamo la storia degli ebrei che scampano dall'Egitto, e tutta la storia delle piaghe, e quanto siano stati perseguitati (la mamma di Yoav sottolinea che questo e' un punto importante da far capire ai nostri ospiti, c'e' un breve scambio di battute avvelenate con il figlio), la nostra ospite italiana si sente in dovere cortesemente di offrire che parlino pure nella loro lingua, che non serve parlino tutti in inglese solo per gentilezza per gli ospiti. Io per poco non scoppio a ridere, quale sarebbe la loro lingua, che l'unico tra gli astanti a leggere l'ebraico fluentemente e' Yoav? Russo? Americano? Australiano? Iddish??
Una cena decisamente interessante, un gruppo variegato, commentera' poi il papa' di Yoav a fine serata.
Passiamo la cena di pasqua a casa dei suoceri il giorno di venerdi' santo con un paio di amici italiani che sono venuti a trovarci, uno arriva dal Congo. La conversazione va inevitabilmente a finire sull'Africa e cose che accadono intorno a lui, la curiosita' e' generalizzata.
La sorpresa della serata pero' per me e' il solito invitato russo, un personaggio che parla poco, con accento russo molto forte sia in ebraico che nel suo lento inglese. Magro, magro, pelle smunta sul volto e occhiale da topo di biblioteca, indossa la stessa camicia di flanella marrone-verde da 4 anni che lo vedo invitato dai miei suoceri per la cena di pesach, mentre la moglie, russa anche lei, e' piu' elegante e confacente all'atmosfera di festa e celebrazione.
Se ne interviene solo due volte, in una esordisce cosi': "Un certo tale -non ho registrato il nome- ha spiegato quale e' la differenza tra i bianchi e i neri [dice proprio cosi'], ed e' che nei Paesi del Nord faceva sempre tanto freddo e la gente e' stata costretta a inventare l'agricoltura (la scrittura) per sopravvivere, mentre nel Sud la frutta e la verdura crescono sugli alberi e la possono raccogliere direttamente", per quello non sono sviluppati - conclusione implicita. Ne nasce un dibattito interessante del quale ometto qui le ragioni principali, ma rimane sempre il dubbio: dove l'avra' mai sentita questa teoria?
Mentre leggiamo la storia degli ebrei che scampano dall'Egitto, e tutta la storia delle piaghe, e quanto siano stati perseguitati (la mamma di Yoav sottolinea che questo e' un punto importante da far capire ai nostri ospiti, c'e' un breve scambio di battute avvelenate con il figlio), la nostra ospite italiana si sente in dovere cortesemente di offrire che parlino pure nella loro lingua, che non serve parlino tutti in inglese solo per gentilezza per gli ospiti. Io per poco non scoppio a ridere, quale sarebbe la loro lingua, che l'unico tra gli astanti a leggere l'ebraico fluentemente e' Yoav? Russo? Americano? Australiano? Iddish??
Una cena decisamente interessante, un gruppo variegato, commentera' poi il papa' di Yoav a fine serata.
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