domenica 4 maggio 2014

giorno dell'indipendenza

come per la giornata della memoria dell'olocausto, stasera e domattina (il giorno ebraico inizia al tramonto del giorno precedente) suona una sirena, in tutta la nazione, in tutte le strade.
non capisco come possano originare un tale suono, che rimane persistente, alto, nell'aria. ti entra nelle orecchie a fondo e mentre sei li' in piedi ad aspettare che finisca non puoi fare altro che pensare.
e' indubbiamente un momento forte, commovente. ma ancora la scelta di prendere la morte di tutti i soldati israeliani come festa nazionale, e collegarla con il giorno seguente alla festa dell'indipendenza mi sembra una scelta dal forte carattere nazionalista, simile alla propagranda di regimi totalitari.
una breve riflessione poi sul fatto che in Italia non si celebra una tale festa (indipendenza da chi?) e che l'unica analoga sia collegata alla fine del fascismo, insieme al fatto che il primo maggio non sia considerata festa nazionale, mi fa associare questo paese sempre piu' agli stati uniti, con i quali condivide un modello politico analogo.
tornando alla giornata di festa, vengono svolte cerimonie di memoria in tutte le scuole, con canzoni, narrazioni di storie vissute, momenti collettivi nei teatri. i bimbi sono cresciuti fin da piccoli con l'idea che la reazione ebrea all'olocausto giustifichi la creazione di uno stato ebraico e l'esistenza di un esercito che e' onnipresente.
sta volta non ho partecipato alla cerimonia, della quale non capirei quasi nulla, ma abbiamo deciso con Yoav che saremmo stati in piedi per ricordare i morti di tutte le guerre.
intanto, visto che come dice mio papa' mi trovo al limite del conflitto, una mia amica spagnola sta venendo a Ramallah (territori palestinesi) per fare uno spettacolo di clownerie sulle biciclette. sembra una cosa molto interessante! ma con gli amici israeliani non ci posso andare, e la coincidenza con questa festa della memoria mi distoglie completamente dall'idea di partecipare.
per i palestinesi questo e' il giorno della catastrofe, la naqba. ma bonta' vuole che tra i due popoli viga un diverso calendario, quindi quelli celebreranno la propria disperazione solo tra una decina di giorni, secondo il calendario civile.
bandiere israeliane in giro per tutto il paese, oggi si piange ricordando i soldati, domani si fa festa con i barbeque su ogni angolo verde di aiuola in citta'.