mercoledì 11 aprile 2012

Dipartita

mi sveglio alle 7.30 chiedendomi ancora come abbia fatto 3 ore prima a guidare la macchina dall'aeroporto fino a qua, mentre fuori nevica e nella mia testa si mescolano immagini di senegalesi che attendono alla linea sbagliata all'aeroporto, la tensione del checkpoint e mitra al collo di soldati svogliati, il pane senza lievito dentro la borsa, uova sode - uova bollite - uova strapazzate - pane di uova - uova col pane - uova nel minestrone - tonno con le uova - insalata di uova -  torta di uova, cactus e piante immaginiche in un eden contemporaneo, il sole del deserto che ti scotta la testa per giorni, un bambino che piange in aereo, parole in arabo in ebraico in inglese, i grattacieli illuminati di tel aviv dall'alto che delimitano la linea nera del mare, discorsi di politica e costume e religione che inevitabilmente questo posto porta a fare.