Gerusalemme mi accoglie con i suoi caotici quartieri di ovest, quelli abitati dai 'neri' ultraortodossi, numerosi sui marciapiedi, quelli dei locali frequentati fino a tardi dai giovani, musica che si riversa sulla strada tra i clacson, quelli adiacenti al mercato, con viuzze sporche e trascurate, dove, all'ultimo e quinto piano di un edificio fatiscente dalla scala vertiginosa, abitano gli amici che mi ospitano.
Rimarrò qui un altro paio di notti prima di partire verso Nord.