venerdì 16 ottobre 2015

attenta-ti

tarda mattinata, mi sto preparando per uscire per andare a provare una lezione di baby-yoga, ma sara' da una mezzora che sento un elicottero ronzare sopra quest'area. l'unica volta che c'e' stato un elicottero a Tel Aviv era quando c'e' stato quell'attentato l'anno scorso. per scrupolo, chiamo Yoav chiedendo se pensa che sia sicuro uscire di casa. ovviamente mi dice di si'.
cammino con il piccolo nel marsupio, l'elicottero continua a ronzare, passo di fronte a due vecchi seduti su delle sedie sul marciapiede a osservare il velivolo sopra le loro teste. "perche' c'e' un elicottero?" chiedo. rispondono qualche parola che metto a memoria sorridendo e facendo di si' con la testa come se avessi capito, poi chiamo Yoav e gli ripeto la frase, che vuol dire?
"ah - fa - niente di buono, vuol dire che ci sono dei terroristi in zona, stai attenta". sto attenta... cosa faccio? "gia' - gli dico - qui all'entrata del centro (dove fanno baby yoga) c'e' uno che mi sembra arabo e che ne so io se sta aspettando un suo amico e ci fanno saltare tutti in aria mentre facciamo OOMMMMMM?". insomma, entro, tengo sott'occhio il tipo fuori, che mi guarda a sua volta, mentre cerco di spiegare alla portinaia che non ho contante con me, ma vorrei entrare lo stesso e pagare piu' avanti. "chiedi a quel tale che lavora nell'ufficio a fianco, Kobi, se puoi...". vado nell'ufficio e non trovo nessuno, trovo la stanza di yoga, chiedo e mi rimandano all'ufficio. torno nel corridoio e mi viene incontro il tipo losco che stava alla porta, "sarai mica Kobi tu? " gli chiedo, e non si puo' spiegare come mai io sia cosi' sollevata dal vederlo, pensa sia per i soldi lui...