lunedì 4 marzo 2013

Prima classe - Seconda classe

In treno. Arriva il controllore. Una ragazza africana seduta dietro di me esibisce il biglietto come rischiesto.
“Signorina! Il biglietto va convalidato, se no si scende dal treno!” urla il signore in divisa.
“...?!?” sguardo incredula o, la ragazza balbetta qualcosa. Forse non capisce nemmeno l'italiano, forse non ha timbrato veramente il biglietto di proposito, ma non c'e' modo di capirlo, per il modo in cui viene interloquita, non le viene nemmeno chiesto. Usa parole tipo vidimare, abbandonare il treno, il viaggio finisce qui … penso cosa sarebbe di lui in un altro Paese. Ne avra' viste centinaia, ma non mi pare una giustificazione per non provare a venire incontro a una persona che, a tutti gli effetti, non sta facendo niente contro di lui e magari veramente non sa come funzionano le cose.
In pochi minuti il treno ferma e la ragazza viene fatta scendere. Il controllore se ne torna a bordo fiero. Un ragazzo appena salito, che ha assistito alla scena sul binario, gli chiede se non c'e' modo di non farli salire del tutto in treno quelli lì e lasciarli sempre giu'. Io rimango impietrita, indecisa se dirgli qualcosa o meno, ma rimango al mio posto, inerme. Mi dico che se invece di avere la pelle nera quella fosse stata una turista americana di quelle con lo zainone pesante, la lonely-planet 'Europe' da 600rotte pagine in piena vista, pelle troppo bianca scottata ridicolmente dal sole, le cose sarebbero andate diversamente.
Una? Due? Centomila volte.