Una ricerca effettuata oggi in internet mi ha riportato alla mente un episodio avvenuto quando abitavo a Gerusalemme, a cui ai tempi non avevo dato troppo peso, pur non avendomi lasciata indifferente.
Spinta dall'idea di fare volontariato, magari in qualche associazione che svolgesse attività con i minori, mi reco al centro di informazioni turistiche cristiano. Ce n'è uno apposito presso una porta di accesso alla città vecchia, aperto dal lunedì al venerdi, come fossero in Italia. Spiego il mio intento, chiedo se esistono realtà in cui mi posso inserire, di cui loro siano a conoscenza. Non ne sanno nulla, e mi indirizzano verso una sede del centro Custodia Terrae Sanctae. Un mega-istituto gestito dai Francescani cui fanno riferimento i vari luoghi della cristianità presenti in Terra Santa, riconoscibili dal caratteristico simbolo a forma di croce rossa che compare all'esterno.
Il centro ha sede presso una grossa chiesa del quartiere cristiano, dove conosco già il custode all'entrata, che già un'altra volta non aveva nascosto interesse verso la mia nazionalità come occasione per andare all'estero. Cercando cortesemente di rifiutare la mal celata proposta di matrimonio, riesco con il suo italiano stentato ad ottenere finalmente di parlare al telefono con un certo frate.
Spiego anche a lui al telefono il mio intento e mi sento rispondere "Vuoi soldi?". Ci metto un po' per capire cosa intendesse, ma ottengo finalmente di incontrarlo nel cortile, a qualche porta di distanza dall'entrata. Mi trovo davanti un frate di origini indocinesi che porta con sè un computer portatile e un microfonino al collo. Si assicura che veramente io non voglia soldi poi mi fa accomodare su una panchina. Mi spiega che lui è un po' incasinato, ha diverse guide da fare in quel giorno, in lingue diverse a pellegrini in giro per il territorio.
La mia opinione sulla presenza religiosa cristiana in Terra Santa si fa sempre più netta.
Come le premesse lasciavano intuire, sono uscita da lì con nessuna proposta di volontariato e una proposta di matrimonio rifiutata. Il problema di partenza rimaneva comunque che, lavorando con un'organizzazione internazionale, il mio weekend coincideva con quello usato più o meno in tutto il territorio, cioè di venerdì e sabato, e non avevo la domenica libera come sarebbe stato necessario.