la sorella di A. ha una spiaggia sulla riviera ligure, i suoi amici fanno lavori come il bagnino, la panettiera, il cacciatore di cinghiali. il primo giorno saliamo in cima a una montagna da cui si vede il mare, circondate dall'odore di sole e querce e lecci. il giorno stesso conosciamo l'amica svizzera e la francese che la sorella ha conosciuto nel suo viaggio in thailandia. il venerdi santo seguiamo le statue del cristo trasportate in spalla lungo i caruggi del paese, e poi i dolci tipici di pasqua, e il mare.
al ritorno incontro sul treno un ragazzo di padova che non vedevo da anni, salito ad una stazione sconosciuta, che mi racconta che adesso studia a parigi. poi faccio conoscenza con un pompiere sommozzatore di roma che vive a trento ma lavora a milano.
e così seduta sui sedili di un treno, capisco: al momento la mia famiglia sono io, la mia casa e le mie gambe. è il treno, è essere in moto che mi rende viva, girare e vedere e continuare a cambiare. qualcuno sarà preoccupato: quando finirà? e dove? e come? qualche volta questa preoccupazione prende anche me. ma ci sono dei momenti che capisco che questa è la mia vita, e non mi servono le risposte.