mercoledì 13 ottobre 2010

ritorno a pinzolo

capita così, ti chiamano di punto in bianco e si aspettano che tu sia in un paesino in una valle spersa nel trentino il giorno seguente. e così mi han chiamato l'altroieri, e adesso son sdraiata sul letto di una casetta a carisolo, passi il ponte e arrivi a pinzolo, la scuola in via-della-pace dalla strada principale giri a sinistra, e sei arrivato.
tralascio il racconto del weekend, che mi ha portato a bologna, poi a padova, dove Guizzo mi aspettava con la bici di scorta con la quale ho raggiunto mia sorella dove a sua volta mi ha raggiunto Elle che mi ha portato a dormir da lei che ancora ho accompagnato alla stazione quando mi ha chiamato Pinzolo e allora correre a casa di Kartina che gentilmente mi ha sfamato per il pranzo dopo essere corse a comprare una chiavetta internet in Tarcella con la quale posso comunicare anche da qua.. quindi torno a chiesanuova e comincio a cercare case dal sito dell'azienda turistica di pinzolo, poi stamattina a fare un colloquio dalle mie parti e finalmente al pomeriggio partire con la macchina stracolma di bagagli e vivande gentilmente preparate da Luciana & Co. per giungere in Val rendena dopo quasi 4 ore di viaggio, dove ad accogliermi nella scuola media c'è un nugolo di professori che ancora mi ricorda dall'anno scorso e si offrono di aiutarmi.
la supplenza dovrebbe essere di un mese, ma pare che il professore si sia distrutto la gamba (gli è caduto addosso il tronco di un albero che stava segando nel bosco) e forse ne avrà per tre mesi. ma al momento son solo voci di corridoio, domani incontro il dirigente che mi spiegherà bene.
mi lancio dunque alla conquista del paese (3000 anime, triplica nella stagione estiva/invernale) e conosco prima la signora Serafina e poi la Teresa. opto per la prima, anche se la seconda aveva un allettante appartamento nuovo in centro. quando le dico che non vado da lei, mi invita a salire per un caffè. me ne esco con il proposito di ritornare a trovare la teresa dalla voce fioca e rauca delle donne di una certa età, a casa da sola la sera.
in ogni caso, la serafina come dice il suo nome è molto serafica e accogliente, è pure paciocca e questo forse la aiuta a non sentire il freddo, a differenza di me che vengo da 3 mesi di caldo desertico. penso che le chiederò presto di accenderlo, il riscaldamento.
concludo con due immagini di oggetti dal sapore antico, di cui la casa è tappezzata.